Egregio Signor Presidente della Repubblica,
ricorda quando si faceva la fila per poter avere un po’ di pane? Il pane non bastava mai per tutti e molti erano costretti a tornare dalle loro famiglie, tante bocche da sfamare, con niente in mano.

Affamati, stanchi, delusi, amareggiati, feriti, preoccupati e umiliati erano tenuti in vita da un’unica speranza: quella di potersi mettere in fila il giorno successivo e di riuscire a ottenere un pezzo di pane anche più piccolo di quello che avevano sperato, anche solo qualche crosta o poche briciole.
“Se non mi fossi convinto della sicurezza del MUOS, che non è barattabile con nessuna compensazione, io non sarei qui assolutamente a parlarvi, perché non c’è né punto nascita in un ospedale, né Ponte sullo Stretto che tenga, rispetto alla salute dei cittadini…”.

Si presenta così, davanti al consiglio comunale di Niscemi, il presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, per formalizzare il suo giro di valzer sul terminal terrestre del nuovo sistema satellitare che i militari Usa vogliono realizzare all’interno della riserva naturale “Sughereta”.
Con la presente lettera le associazioni indicate in calce si pregiano di ricordare al governatore Lombardo che gli impianti di smaltimento dei rifiuti solidi urbani che si basano sulla combustione (inceneritori, cementifici e forni) e quelli che operano in assenza di ossigeno, come pirolisi, dissociazione molecolare, torce al plasma e gassificatori, comportano emissioni di inquinanti spesso non presenti nei rifiuti come i cancerogeni organoclorurati (diossine, dibenzofurani, Pcb (policlorobifenili) e le altrettanto pericolose nano-particelle.

Le predette associazioni fanno presente inoltre che, in alternativa a questi pericolosissimi impianti, esistono sistemi di trattamento a freddo della frazione residuale indifferenziata dei rifiuti e, in particolare, per la parte residua delle plastiche, viene impiegato un estrusore che opera a bassa temperatura (100 – 200° C) producendo sabbia sintetica (come impianto di Vedelago). Tutti sistemi di gran lunga più economici degli inceneritori, che creano maggiore occupazione e la cui realizzazione prevede mesi e non anni.
…

I disegni di Franco Donarelli
Quando lo abbiamo incontrato, mercoledì scorso, dopo uno degli ultimi nubifragi che si sono abbattuti su Palermo, non avrebbe mai immaginato che i suoi ragazzi potessero compiere l’impresa internazionale. E per “suoi ragazzi” intendiamo proprio tutti: sia quelli della B che quelli della C.

Lui è Fabio Rubino, presidente del Palermo Rugby, intervistato da BSicilia pochi minuti prima che cominciasse l’incontro tra una rappresentativa della squadra cittadina di rugby – composta, per l’appunto, sia da ragazzi della prima squadra che da ragazzi della squadra cadetta – e i militari inglesi della Royal Navy Rugby Team.