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Palermo, tracollo nella ripresa. Il Gran Sasso vince 25-17

Una Mondello Italo Belga Palermo Rugby dai due volti quella che scende in campo nella prima giornata del campionato nazionale di serie B. I nero-arancio dominano i primi quaranta minuti della partita facendo segnare uno score a proprio favore di 17-0. Poi, succede qualcosa di inspiegabile.

Il quindici messo in campo dai due tecnici Jaco Stoumann e Gioacchino La Torre si «scioglie come neve al sole», per dirla con le parole del presidente del Palermo Fabio Rubino e permette agli abruzzesi di rimontare una partita che sembrava già chiusa e di vincerla, addirittura, per 25-17.

Domenica si parte. La prima in trasferta contro il Gran Sasso

Domenica non si scherza più. Il Mondello Italo Belga Palermo Rugby affronta la sua prima partita nel campionato nazionale dei serie B. E lo fa in casa del Gran Sasso. A L’Aquila, in Abruzzo.

La trasferta più lunga e più impegnativa per i nero-arancio. I due tecnici, Jaco Stoumann e Gioacchino La Torre sono chiamati a far bene. Sin dall’inizio.

La prima sconfitta dell’Adv Holding Palermo Rugby

Dopo una striscia di 30 vittorie consecutive, che durava dall’inizio del campionato di serie C dello scorso anno, l’Adv Holding Palermo Rugby conosce la sua prima sconfitta. A Frascati i ragazzi allenati da Gioacchino La Torre perdono per 15 a 3 una partita giocata su di un campo al limite della praticabilità.
Il quindici arancio-nero e i padroni di casa danno vita a una partita non bella, anche se giocata in maniera dura e corretta. A creare le occasioni migliori, però, sono i padroni di casa, che passano in vantaggio grazie a un calcio piazzato di Baccani.
Siamo al 22′ del primo tempo. Cinque minuti dopo il Frascati va a meta al termine di un’azione di mischia molto confusa. A realizzare la marcatura è Farina. Trasforma Baccani. Il Palermo a questo punto va un po’ in confusione. Gli uomini di Gioacchino La Torre hanno, però il merito di non farsi…

La prima volta di Andrea

Il profumo delle parole stampate sui libri: fu quella la prima cosa che colpì Andrea, entrando in libreria.
Aveva 6 anni. Attaccato alla mano di suo padre a malapena arrivava al primo scaffale, quello dei libri-novità.
Amò subito quell’odore. Magari troppo. Fino al punto che non riusciva più a prendere sonno senza un buon libro profumato sopra il comodino.
“Un libro - diceva - è cosa viva. Bisogna goderselo tutto”.
L’odore delle pagine, specie quelle di mezzo, lo estasiava.
Era il primo approccio con un nuovo amore, sempre diverso, sempre entusiasmante. Era felicità pura!