La scorsa notte il Consiglio Comunale di Palermo ha bocciato il progetto relativo alla costruzione di un centro commerciale in viale Campania, stralciandolo dal Piano Triennale delle Opere Pubbliche.

Nelle scorse settimane i legali del “Comitato Residenti” di Viale Campania avevano inviato delle osservazioni dove si evidenziavano tutte le criticità del progetto che il Consiglio Comunale ha fatto proprie.
L’istituzione di dieci sportelli di orientamento e informazione nelle città in cui sono presenti i Centri di Accoglienza per i richiedenti Asilo (CARA), più altri due a Torino e a Catania.

E’ l’obiettivo del progetto Nautilus, teso a migliorare l’efficienza del sistema nazionale di asilo, a promuovere l’integrazione dei servizi offerti e a creare un collegamento tra i CARA, la rete SPRAR (Servizio Centrale del Sistema di Protezione per richiedenti asilo e rifugiati) e tutte le realtà i soggetti sul territorio interessati dal fenomeno. Gli sportelli operativi saranno allestiti a Roma, Caltanissetta, Catania, Crotone, Brindisi, Bari, Foggia, Gradisca d’Isonzo (GO), Torino e Trapani.
“Con il termine progetto si identifica il complesso di attività correlate tra loro e finalizzate a creare prodotti o a fornire servizi rispondenti a obiettivi specifici determinati. I criteri di esecuzione, controllo e completamento in termini di tempi, costi e qualità, sono definiti in un contratto”.

E’ questa la definizione secca, asciutta e corretta del termine progetto. Ma non basta. Non rende a pieno, infatti, la ricchezza da un lato e la precarietà dall’altro di quanto sta dietro questo termine così usato e abusato, soprattutto nel campo del lavoro. A progetto, infatti, sono i contratti degli operatori che lavorano al progetto No colors, che rappresenta, a sua volta, il prosieguo naturale di un altro progetto: Città Plurale - Abito il Mondo.
L’associazione Rifiuti Zero Palermo ritiene che siano incomprensibili le dichiarazioni del sindaco, Diego Cammarata, secondo il quale l’inceneritore serve a “chiudere il ciclo”, dal momento che a Palermo non esiste nessun ciclo integrato di gestione dei rifiuti, ed è questa la causa delle emergenze che si stanno susseguendo in città, non la mancanza del cosiddetto “termovalorizzatore”.

Per la vigente normativa regionale, nazionale ed europea, l’inceneritore rappresenterebbe solo l’ultimo anello del ciclo di gestione e smaltimento dei rifiuti, e viene gerarchicamente dopo la riduzione, il riuso, la raccolta differenziata e il riciclo, per i quali nulla di positivo ha fatto il sindaco, a eccezione di qualche ordinanza a favore del progetto “Palermo Differenzia”, che però ha interessato solo il 5% della popolazione.
Due ore di teoria per imparare le regole fondamentali, poi in palestra a mettere in pratica quello che era stato visto. È stata un successo la giornata “Fare squadra per vincere” che ha coinvolto quattro classi della scuola media Borgese di Palermo (I N, II N, III N, III L) che hanno potuto disputare una partita di rugby sotto la guida attenta dei giocatori dell’Adv Holding Palermo Rugby del presidente Fabio Rubino.

Il progetto, ideato da Bruno De Cristofaro e coordinato dalla professoressa Rosa Stella Amoroso, ha coinvolto un centinaio di ragazzi nella teoria e pratica dello sport del rugby per trasmettere i valori di lealtà e di rispetto, che sono uno dei punti di forza dello sport con la palla ovale.
Non rinuncia alle attività sociali l’Adv Holding Palermo Rugby del presidente Fabio Rubino. I nero-arancio domani, dalle 9 alle 13, saranno presso la scuola Borgese di Palermo in occasione della giornata dedicata al progetto “Fare squadra per vincere”, voluto fortemente da Bruno De Cristofaro e coordinato dalla docente della scuola Marconi, Rosastella Amoroso.

I giocatori della prima squadra terranno delle lezioni teoriche sulle regole principali del rugby a tre classi della scuola (una prima e due seconde media). Poi si sposteranno nella vicina scuola Ignazio Florio, dove disputeranno delle partitelle.