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Ma quale stato di emergenza?

La Rete Rifiuti Zero Sicilia, costituita da comitati cittadini e da associazioni “Rifiuti Zero”, esprime profondo dissenso riguardo allo stato di emergenza dichiarato dal Consiglio dei Ministri e le condizioni imposte per la risoluzione del problema rifiuti in Sicilia.
Il Presidente della Regione Raffaele Lombardo, commissario nominato, dovrà definire entro 60 giorni un nuovo Piano rifiuti d’intesa con la Protezione Civile Nazionale e previa approvazione del Ministero dell’Ambiente.
Tale piano dovrà prevedere la realizzazione di impianti di “termovalorizzazione”. Lo scopo di questa emergenza, quindi, è la costruzione di impianti antieconomici e dannosi per la salute, che non risolvono nessuna emergenza, né presente né futura, perché, quando saranno pronti, per legge non potrà essere destinato a essi più del 35% dei rifiuti.
La Rete Rifiuti Zero Sicilia ritiene inaccettabile che il commissario, chiunque esso sia, non abbia alcun potere di decidere sulla base delle situazioni locali e, per quanto dotato di…

“U trivulu” mancato ad “Annozero”. E se il terremoto fosse stato in Sicilia?

Forse non tutti sanno, compreso Santoro, che anticamente in Sicilia, in alcuni funerali importanti, venivano chiamate a pagamento le prefiche. Erano delle donne, vestite rigorosamente a lutto, che avevano il compito di fornire un piagnisteo, quasi come una cantilena cacofonica che si chiamava “trivulu”. Da allora è rimasto il detto: “non mi ittari u trivulu”, nel senso di non gufare con pianti inutili e soprattutto fastidiosi al sistema nervoso.

Detto ciò mi sorge spontaneo il dubbio che, anziché invitare dei politici alla trasmissione “Annozero”, non sarebbe stato meglio invitare delle prefiche anche perchè, guardando tutto ciò che è stato trasmesso dalle varie tv, ne avrebbero trovate quante ne volevano. Altro che nell’antichità. Avremmo pianto tutti e avremmo visto la trasmissione con la commozione che il momento meritava. Invece no. Neanche una lacrima, né una carezza a qualche sopravvissuta che avrebbe potuto farci addolorare. Niente! Una trasmissione indecente…è stata da qualcuno…

Alcara Li Fusi: la terra…frana!

Continua incessante il movimento franoso in contrada Papaleo, nel Comune di Alcara Li Fusi (Me). Gli alberi di ulivo, uno dopo l’altro, finiscono per essere inghiottiti dal fiume Rosmarino, sotto gli occhi del loro proprietario, Salvatore Patroniti.

Ormai non resta che procedere per vie legali dato che i mancati interventi del Genio Civile e della Protezione Civile hanno fatto sì che il letto del fiume, anzichè essere riportato dov’era prima della frana del 2003, sia rimasto all’interno della sua proprietà, causando i danni che potete vedere voi stessi nella foto che vi ho inviato.

Lampedusa si ribella al governo italiano

A Lampedusa sono ancora in corso tumulti contro il governo e la gestione del centro di prima accoglienza: è, infatti, ritenuta inaccettabile la costruzione di un ulteriore centro di riconoscimento ed espulsione sull’isola. Al momento, al cpa stazionano circa 2000 clandestini, mentre il centro ha una capienza di 700 persone. Le rimanenti sono già state spostate nella base aeronautica Loran.

Un aereo militare carico di materassi è atterrato in settimana all’aeroporto di Lampedusa e Linosa, al fine di rifornire la base Loran e il nuovo hangar per gli elicotteri. Un corteo di manifestanti ha già tentato di impedire le operazioni di trasferimento di materassi e immigrati.