Archivio



Ridateci “u cartunaru”

C’era una volta “u cartunaru”, figura storica palermitana. Con il suo sgangherato e rumoroso “lapino”, si aggirava per le vie centrali e periferiche della città fermandosi a raccogliere i cartoni, caricandoli come nessuno riuscirebbe, in altezze incredibili, ripuliva perfettamente tutte le cataste di rifiuti togliendo ogni anche minima traccia di cartone.

A fine giornata, portava la catasta al centro di raccolta per il riciclaggio vendendolo a peso, magari facendo la cresta, inzuppandola accuratamente e con maestria di acqua.

E’ la raccolta differenziata la soluzione per le emergenze, non il termovalorizzatore!

Il ministro Prestigiacomo afferma che “in poche settimane nel centro di Palermo si è raggiunta la percentuale dell’80% di raccolta differenziata”. Alla luce di questo dato appare illogica l’annunciata costruzione degli inceneritori, che non risolverebbero alcuna emergenza in quanto, come dice lo stesso ministro, occorrerebbero (con una gestione commissariale) due anni per essere costruiti. Una scelta antieconomica per i cittadini e dannosa per la salute e per l’occupazione in Sicilia.

Se in sole 5 settimane si è arrivati a raggiungere con la raccolta differenziata l’80% di riduzione dei rifiuti da destinare in discarica, Governo, Regione e Comune si preoccupino di estendere la raccolta differenziata a tutta la città di Palermo e negli altri Comuni dell’isola e di realizzare immediatamente piccoli, semplici ed economici impianti di compostaggio a cumuli rivoltati e impianti di selezione e imballaggio della raccolta differenziata.

Il vero modello innovativo per Modica è il progetto Conai-Legambiente, non il cosiddetto valo-rec vecchio di 11 anni

Comunichiamo con soddisfazione che nel consiglio comunale di Modica qualcuno comincia a rendersi conto che la raccolta differenziata è l’unica soluzione al drammatico problema dei rifiuti. Occorre però precisare alcune cose, altrimenti le informazioni date, solo in parte corrette, sono fuorvianti e ingenerano speranze che non potranno mai essere trasformate in realtà.

Il progetto valo-rec, se progetto si può chiamare, è vecchio di più di 10 anni e non è altro che l’accordo Anci-Conai sugli imballaggi, attivo dal 1999, al quale da tempo Modica ha aderito, sfruttandolo però quasi per nulla.

Dall’associazione Rifiuti Zero di Palermo

L’associazione Rifiuti Zero Palermo invita tutte le forze politiche, comunali, regionali e provinciali, a pronunciarsi rispetto allo scandalo del lago di percolato alla discarica di Bellolampo.

Il grave danno ambientale che probabilmente è stato procurato alla città di Palermo scaturisce dalla dissennata e colpevole gestione della discarica e dell’Amia di questi ultimi 8 anni, e dall’aver sottovalutato che la raccolta differenziata, in particolare della frazione umida dei rifiuti e il compostaggio di questa, costituiscono l’unica soluzione che avrebbe messo al riparo da una simile situazione.

Messina: riaprire l’isola ecologica di Gravitelli e inaugurare quelle già ultimate

Dopo che campagne di sensibilizzazione a livello nazionale e locale spingono il cittadino a impegnarsi a separare i rifiuti, diventa una beffa recarsi a Gravitelli, nell’unica isola ecologica esistente a Messina, e trovarla chiusa.

Sul cancello, all’ingresso, fa bella mostra di sè un cartello che precisa che la chiusura permarrà sino a data da destinarsi e da un avviso dell’ATO 3, diffuso dai media, si scopre che questa situazione è in atto da fine luglio.

Come smaltire i rifiuti? Riciclandoli!

L’enorme produzione quotidiana di rifiuti assilla cittadini e amministrazione pubblica. Ogni giorno si pensa o si tenta di raccogliere, selezionare ed eliminare, ma il problema è che la quantità e la complessità dei rifiuti aumenta in modo esponenziale e sempre meno si trovano spazi in cui smaltirli.

La migliore risposta sarebbe una maggiore differenziazione e riciclaggio dei rifiuti, campo in cui alcune regioni italiane hanno raggiunto risultati lusinghieri. Non è il nostro caso, dove, a una non perfetta puntualità del servizio, corrisponde un’altrettanta scarsa propensione del cittadino a rispettare le norme di igiene pubblica.