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Un appuntamento galante

Il cavaliere Spampinato era sempre stato un vedovo fedele e inconsolabile. Fino a quel giorno.
Perché “la carne è carne!” si ripeteva, camminando sorridente verso casa di Marisa.
Davanti all’androne, però, si fermò.
Perché, quando aveva sorriso per ringraziarli, sia il tassista che il fioraio l’avevano guardato in quel modo?
Uno sguardo uguale uguale a quello che il portiere dello stabile gli stava ora rifilando…
Insistette per sapere.
Un istante dopo, rosso per la vergogna, gli consegnò il mazzo e mestamente fece dietro-front.
Proprio oggi, per la prima volta, gli doveva succedere di scordarsi la dentiera a casa!

La prima volta di Andrea

Il profumo delle parole stampate sui libri: fu quella la prima cosa che colpì Andrea, entrando in libreria.
Aveva 6 anni. Attaccato alla mano di suo padre a malapena arrivava al primo scaffale, quello dei libri-novità.
Amò subito quell’odore. Magari troppo. Fino al punto che non riusciva più a prendere sonno senza un buon libro profumato sopra il comodino.
“Un libro - diceva - è cosa viva. Bisogna goderselo tutto”.
L’odore delle pagine, specie quelle di mezzo, lo estasiava.
Era il primo approccio con un nuovo amore, sempre diverso, sempre entusiasmante. Era felicità pura!

L’ultimo pezzo di cuore

All’estremo confine del porto, Turi fissava il mare: più lontana dell’orizzonte era ormai la sua vita.
Alle vele che scivolavano via affidò l’ultimo pezzo di cuore, aspettando il sonno come fanno i vecchi.
Lo svegliò la voce di Acidduzzo.
Il sole che il bambino portava dentro gli tirò fuori mille e mille storie, parecchie magari inventate.
Allora? La vita non è forse ciò che piace ascoltare o raccontare?
L’incanto delle favole sgranava quei piccoli occhi innocenti e dava intanto felicità al vecchio.
Così quella sera Turi aspettò che rientrassero le barche per riprendersi l’ultimo pezzo di cuore.

Il nuovo mondo

La fame, la sete, il sole accecante…
Il mondo di Omar non era cambiato: uguale a prima, uguale a prima ancora.
Stipato con altri sventurati dentro quel barcone, perduto insieme a loro dentro quel deserto sconfinato di acqua scura, aspettava la morte con rassegnazione.
Alzò a fatica gli occhi verso il sole.
Non sapeva pregare, ma nel grande cerchio giallo riconobbe le mani forti e sicure di Dio. Quel Dio in divisa lo strinse al petto, consegnandolo a un mondo di speranza dove anche gli ultimi possono prendere a morsi la vita.

Il primo bacio

Sembrava la festa del paese, quando alla fine vengono scoppiati i giochi di fuoco.
Ci fu un momento, addirittura, in cui i loro cuori salirono verso la stella più lontana, a cavallo del razzo velocissimo che puntava a bucare la luna. Insieme a lui poi si fermarono, sopra l’immensa coperta scura luccicante di stelle, esplodendo infine con gioia fra mille cascate di colori.
Era il paese delle meraviglie: dove il vento accarezza i capelli e il sole arriva a riscaldare l’anima; dove la sabbia è bianca e fine, e le palme offrono frutti succosi e abbondanti; dove il mare è di cristallo e le perle luccicano sui fondali; dove il tempo scorre obbedendo ai desideri.
Era il loro primo bacio.

Il sogno di Sem

Finché visse, ogni giorno della sua vita, Sem fece sempre lo stesso sogno: lucido e nudo il verme usciva dalla tana, poi scivolava di ramo in ramo scampando al becco degli uccelli e infine, per miracolo di Dio, si trasformava in splendida farfalla dalle ali grandi e colorate.
Tutto intorno, milioni di ali avevano intanto riempito il cielo di colori, come se fosse esploso un immenso fuoco pirotecnico.
Purtroppo era soltanto un sogno, dal quale ogni giorno Sem si risvegliava.
Sem, infatti, continuò a vivere in un mondo di vermi sognandone un altro, colorato da milioni di farfalle.