Archivio



Il radar anti-migranti nell’inferno di Melilli-Augusta-Priolo

L’ultimo regalo della ex ministra Stefania Prestigiacomo agli abitanti del triangolo della morte Melilli-Augusta-Priolo, l’area a più alto rischio ambientale di tutto il Mediterraneo.

Si tratta di uno dei radar acquistati dalla Guardia di Finanza in Israele per far la guerra ai migranti, lo stesso che era stato installato nella riserva naturale del Plemmirio, Siracusa, e poi smantellato per non deludere i concittadini-elettori della prima donna dei berlusconiani doc di Sicilia, fortemente preoccupati per le sue potenti emissioni elettromagnetiche.

Marsala in lotta contro il nuovo radar Finmeccanica

Il centro radar della 135^ Squadriglia dell’Aeronautica militare di contrada Perino a Marsala, è noto per uno dei depistaggi più gravi dell’infinita vicenda della strage di Ustica, quando in una vera e propria battaglia aerea sui cieli del Tirreno fu abbattuto un Dc-9 Itavia con i suoi 81 passeggeri.

La notte tra il 27 e il 28 giugno 1980, la pagina del “registro operazioni” della stazione di telerilevamento con i dati di volo del Dc-9 e dei caccia militari killer, fu tagliata, distrutta e poi riscritta per far sparire ogni traccia che potesse ricostruire nei particolari l’inconfessabile scenario della strage.

Cerca casa il radar anti-migranti di Siracusa

Il primo dei nuovi radar anti-migranti della Guardia di Finanza era stato installato segretamente lo scorso mese di febbraio nella penisola della Maddalena (Siracusa), una delle aree più importanti della Sicilia sotto il profilo ambientale, paesaggistico e archeologico.

Le vibrate proteste dei residenti e delle associazioni ambientaliste avevano però costretto il Comando delle fiamme gialle prima a sospendere l’attivazione degli impianti, successivamente a individuare un altro sito per re-installare il traliccio di 36 metri e i pericolosi sensori del sistema di sorveglianza costiera.

Radar anti-migranti ad altissimo impatto ambientale

Cortei, sit-in, presidi permanenti, interrogazioni parlamentari, petizioni popolari, esposti e ricorsi al Tar. Cresce la protesta di cittadini e associazioni ambientaliste contro l’installazione in alcune riserve naturali di Puglia, Sardegna e Sicilia dei famigerati radar anti-migranti EL/M-2226 ACSR prodotti dall’azienda israeliana Elta System.

I potenti sensori sono stati acquistati dalla Guardia di finanza grazie alle risorse del “Fondo europeo per le frontiere esterne”, programma quadro 2007-08 contro i flussi migratori, e costituiranno l’ossatura della nuova Rete di sensori radar di profondità per la sorveglianza costiera che sarà integrata al sistema di comando, controllo, comunicazioni, computer e informazioni della forza armata per individuare e respingere le imbarcazioni di migranti di piccole dimensioni.

A Siracusa il primo radar anti-migranti prodotto in Israele

Il traliccio alto 36 metri è stato installato in tempi record e si attendono le ultime autorizzazioni per accendere il potente radar che darà la caccia alle imbarcazioni dei migranti nel mar Mediterraneo. L’ultimo strumento di vigilanza anti-sbarchi sorge nel cuore di una delle aree più pregevoli della Sicilia sotto il profilo ambientale, paesaggistico ed archeologico, Capo Murro di Porco, all’interno dell’area marina “protetta” del Plemmirio di Siracusa.

Il radar è stato acquistato dal Comando generale della Guardia di finanza utilizzando un fondo speciale dell’Unione europea per il contrasto dei flussi migratori. Sarà integrato nella nuova Rete di sensori di profondità per la sorveglianza costiera che la Gdf sta attivando nel sud Italia e in Sardegna con scarsa attenzione per l’ambiente, la salute e la difesa dei diritti umani. Come nel caso di Siracusa, le aree dove installare i radar ricadono all’interno di parchi e riserve naturali. E i potenti…

Il nuovo super radar di Punta Raisi


I disegni di Franco Donarelli