Sugar, il leone, terrorizzava tutti.
La scimmietta Abdullàh, per ingraziarselo, malignò che anche l’elefante Pasquale da un pezzo si proclamava re della foresta.
“Ora lo mangio e metto a posto le gerarchie” urlò Sugar, correndo in cerca del malcapitato.
Quello, una pasta di animale, per tenerselo buono gli comprò una tonnellata di carne.
A pancia piena, Sugar stabilì che non è bella cosa la guerra, specie se di fronte hai bestie più grosse di te.
Perciò, dopo avergli chiesto l’indirizzo del supermercato, gli propose di fare il re un giorno per uno.
Una stretta di zampa suggellò il patto e quasi tutti da allora vissero felici e contenti.
La tempesta lo aveva portato su quel piccolo lembo di terra.
Girandola in lungo e largo, aveva constatato che i pochi abitanti erano tutti malati: pazzi, per la precisione.
- “Sarò il loro re! Lavoreranno per me e diventerò ricco.” aveva sentenziato.
Per mesi parlò al vento, però, visto che i sudditi non lo ascoltavano, ognuno inseguendo le proprie illusioni.
Alla fine decise di scappare.
- “Prima che diventi pazzo come loro!”, ammise preoccupato.
Così costruì una zattera, la riempì di viveri e prese il largo.
- “Povero pazzo!” esclamarono in coro gli isolani, guardando il piccolo punto scuro sballottato dalle onde gigantesche di un mare senza fine.