Ieri, come ogni mattina, sono andata al lavoro. Per la prima volta, dopo non so quanto tempo, ero contenta. Felice, a tratti. Davvero. Col sorriso sulle labbra ho percorso tutta la strada per arrivare in ufficio, sono entrata nella stanza che divido con due colleghi e mi sono seduta dietro la mia scrivania.
Ma l’idillio è durato poco. E’ stato, sufficiente, infatti, che facessi la rassegna stampa per cancellare quel sorriso sulla faccia. E’ bastato leggere questi titoli: “Cuffaro, chiesto rinvio a giudizio per concorso in associazione mafiosa”, “Berlusconi prepara un’altra mossa: via il concorso esterno in reati di mafia”, “Palermo, la preside non espone il crocifisso e il sindaco è pronto a multarla”, “Cosentino, giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera respinge la richiesta di arresto”.
“Le smentite a ripetizione rivelano solo che abbiamo una classe politica nuova che non ha ancora assimilato il fatto che un politico è un uomo pubblico in ogni momento della sua giornata e che deve comportarsi e parlare come tale. […] Quattro anni fa, e cioè in tempi non sospetti, scrissi che la nomina di Giampaolo Sodano alla Rai nasceva dai salotti di Gbr, la televisione di Anja Pieroni. Oggi penso che se noi avessimo raccontato di più la vita privata dei leader politici, forse non saremmo arrivati a Tangentopoli, forse li avremmo costretti a cambiare, oppure ad andarsene. Non è stato un buon servizio per il paese il nostro fair play: abbiamo semplicemente peccato di ipocrisia. Di Anja Pieroni sapevamo tutto da sempre e non era solo un personaggio della vita intima di Craxi. La distinzione tra pubblico e privato è manichea: ripeto, un politico deve sapere che ogni…