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Emergenza rifiuti: inutili le soluzioni-tampone

A Palermo si ritorna a parlare di emergenza rifiuti. La discarica di Bellolampo è ormai satura: il Movimento 5 Stelle Palermo promuove l’adozione di politiche che siano durature e, pertanto, risolutive.

Il Movimento 5 Stelle Palermo è da anni in prima linea sulla questione, promuovendo una politica di riduzione dei rifiuti, di differenziazione degli stessi e del riuso dei materiali.

Da scarto a concime: un modo facile per riciclare i propri rifiuti domestici

Non tutti sanno che i rifiuti domestici possono essere riutilizzati per fare da concime alle proprie piante e nei propri giardini: è l’attività che prende il nome di “compostaggio”, e con gli appositi strumenti è facile metterla in pratica.

Con una sola mossa si riduce la quantità di materiale immesso nell’inquinante ciclo dei rifiuti e si fornisce alle proprie piante un sostegno naturale per lo sviluppo.

Di rifiuti bruciati si può anche morire!

Il circolo Legambiente “Melograno” di Modica esprime la propria indignazione verso il “vandalico” atto di bruciare i cassonetti dell’immondizia, che ormai da qualche tempo colpisce indistintamente e periodicamente tutti i quartieri comunali.

Tale illegale e incivile azione reca danni che vanno al di là dell’immediatamente visibile. In taluna occasione il rogo ha danneggiato delle autovetture rischiando di farle esplodere così da aggravare sensibilmente i rischi per i cittadini.

Rifiuti Zero Palermo su Bellolampo

L’associazione Rifiuti Zero Palermo ritiene paradossale che la rottura degli impianti di tritovagliatura mettano in ginocchio, da un punto di vista igienico-sanitario la città di Palermo e la sua provincia. La tritovagliatura serve a ridurre di qualche percentuale il volume di immondizia conferita in discarica, ma non elimina la formazione di percolato e biogas, altamente inquinanti, e non è il pretrattamento previsto dalla legge, che invece impone la separazione dell’organico dai rifiuti.

E’ necessario disporre l’immediata separazione dell’umido a monte, chiedendo alla cittadinanza di distinguere la parte umida da quella secca, e creare immediatamente impianti compostaggio che, unitamente ai centri comunali di raccolta, dei quali ogni quartiere a Palermo e ogni Comune in provincia dovrebbero essere dotati, riducano drasticamente la quantità di rifiuti destinati alla discarica.

Emergenza rifiuti: un farsa per movimentare denaro pubblico senza controllo

Il Governo nazionale ha stabilito che lo stato di emergenza rifiuti in Sicilia, di cui commissario è stato nominato il governatore Lombardo, durerà fino al 2012, con ciò trasformando l’emergenza in stato stazionario.
La Sicilia, infatti, è in emergenza rifiuti dal 1999, con una breve parentesi dal 2007 al 2010. Questo tradisce una sola, triste realtà: il Governo non è in grado di risolvere il problema rifiuti in Sicilia, come non lo ha risolto a Napoli dove ha nascosto fuori città una montagna di Rsu e ha approntato un Piano Rifiuti emergenziale basato su inceneritori e impianti di discarica.
Lombardo, nella veste di Commissario all’emergenza rifiuti, avrebbe dovuto produrre un Piano Rifiuti Regionale entro il 21 settembre, cosa che non è avvenuta e che si sta nascondendo, riproponendo alla stampa notizie vecchie come la costruzione di un impianto di smaltimento nella valle del Dittaino e l’esportazione dei rifiuti.

Ma quale stato di emergenza?

La Rete Rifiuti Zero Sicilia, costituita da comitati cittadini e da associazioni “Rifiuti Zero”, esprime profondo dissenso riguardo allo stato di emergenza dichiarato dal Consiglio dei Ministri e le condizioni imposte per la risoluzione del problema rifiuti in Sicilia.
Il Presidente della Regione Raffaele Lombardo, commissario nominato, dovrà definire entro 60 giorni un nuovo Piano rifiuti d’intesa con la Protezione Civile Nazionale e previa approvazione del Ministero dell’Ambiente.
Tale piano dovrà prevedere la realizzazione di impianti di “termovalorizzazione”. Lo scopo di questa emergenza, quindi, è la costruzione di impianti antieconomici e dannosi per la salute, che non risolvono nessuna emergenza, né presente né futura, perché, quando saranno pronti, per legge non potrà essere destinato a essi più del 35% dei rifiuti.
La Rete Rifiuti Zero Sicilia ritiene inaccettabile che il commissario, chiunque esso sia, non abbia alcun potere di decidere sulla base delle situazioni locali e, per quanto dotato di…