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Messina: “rottamazione” ricercatori

La necessità di mandare il bilancio in pareggio ha spinto i vertici dell’Ateneo messinese (Senato accademico e Cda) su input del rettore Tomasello a “licenziare” una cinquantina di ricercatori (l’espressione usata è stata “risoluzione unilaterale del rapporto di lavoro”).

Ciò ha provocato una serie di reazioni da parte dei sindacati e degli interessati: nel provvedimento, infatti spicca il principio della assurda esclusione dalla qualifica di “professori universitari” dei ricercatori che indubbiamente svolgono da sempre una “funzione docente” (la legge esclude espressamente dal collocamento coatto in pensione magistrati e professori universitari) vedendosi equiparati, di fatto, al personale amministrativo.

Lettera aperta all’Università di Messina

Nel documento del 20 dicembre 2009, le associazioni della docenza e le organizzazioni sindacali invitavano l’Amministrazione dell’Università di Messina a desistere dal procedere alla “rottamazione” dei ricercatori, degli assistenti ordinari e delle figure equiparate.

Tale appello, ripreso con vigore dalla ”Assemblea dei Docenti” del 22 gennaio u.s., era proteso a evitare uno scontro interno alla Istituzione, generato dalla discrezionale applicazione della legge “Brunetta” che era, ed è, fortemente discutibile e di lettura tutt’altro che univoca.

A Messina è iniziata la rottamazione dei ricercatori - Seconda parte

Già quest’anno la proposta del bilancio di previsione 2010 manifesta chiaramente le difficoltà finanziarie in cui si dibatte l’Ateneo. Oltre alla riduzione di spesa per gli assegni fissi ottenibile con il “licenziamento” dei ricercatori anziani e i pensionamenti (senza garanzia a breve termine di sostituzioni adeguate con concorsi a tempo indeterminato), si è dovuto ricorrere a una riallocazione anticipatoria e a un incremento della contribuzione studentesca – di cui sembra profilarsi un ulteriore aumento- e all’iscrizione dell’avanzo “presunto” (concretamente 2 utilizzabile, però, nelle misure indicate, solo dopo il 1° assestamento) per costruire un documento in pareggio, essendo il rispetto dei vincoli di bilancio un obbligo per le Università italiane.

Tale proposta di bilancio, tra l’altro, rileva che il pareggio, in atto solo “presunto”, è ottenuto senza una reale programmazione degli obiettivi istituzionali fondamentali, come ricerca, attività didattiche e dotazioni per facoltà, dipartimenti e dottorati -i cui risultati sarebbero parametro di…

A Messina è iniziata la rottamazione dei ricercatori - Prima parte

L’associazione “Laboratorio Università” apprende che l’amministrazione universitaria ha inviato in questi giorni le note di preavviso per la risoluzione del rapporto di lavoro a numerosi colleghi ricercatori con 40 anni di attività contributiva.

Tale attività di notifica discende da un atto di indirizzo, proposto alla deliberazione degli organi collegiali a fine dicembre e approvato a maggioranza, sulla base di una discussa interpretazione della legge finanziaria, che espressamente esclude dalla applicazione “magistrati e professori universitari”.