Spett.le Redazione di BSicilia,
con la presente desidero segnalare l’operato dell’Assessore Regionale alla Sanità. Mediante un decreto emanato di recente, egli intende penalizzare chi come me, afflitto da malattie reumatiche (artrite reumatoide, spondiloartrite cronica, ecc.) è stato costretto, a causa della insufficienza delle strutture specializzate esistenti in Sicilia, a trovare in altre regioni (con notevole personale dispendio economico e disagi ben immaginabili) la possibilità di essere curato adeguatamente.

Con tale decreto si pretende che i pazienti in cura presso centri pubblici situati al di fuori della Regione
Sicilia, anche se muniti del piano terapeutico, di ovvia valenza nazionale, ogni qual volta abbia necessità di tali farmaci, non distribuiti nelle farmacie, e cioè ogni tre mesi circa, debba sottoporsi anche al vaglio di un centro omologo situato nella regione Sicilia.
Egregio Assessore Massimo Russo,
Dio, la casa di cura “La Maddalena” di Palermo, e forse anche Lei, ha contribuito alla scomparsa della nostra amatissima e adorabile Laura (Barraco).
La sanità in Sicilia è nel caos: i tagli fatti hanno penalizzato maggiormente la povera gente e soprattutto i malati oncologici. Le case di cura, come “La Maddalena”, ricevono adesso meno denaro e, di conseguenza, si sono organizzati a discapito dei malati . Se prima le cure avvenivano in ricovero e fatte meticolosamente, adesso, per risparmiare, vanno effettuate in day hospital e in modo molto approssimativo.
Tutto ciò è avvenuto dopo la sua nomina. In cinque anni di lotta e sofferenza ho sopportato di tutto, ma negli ultimi sette mesi si è verificato un cambiamento in negativo e i pazienti sono diventati numeri e non più persone.
Con questa citazione cinematografica (“Sembra la trama di Un genio, due compari e un pollo”), Innocenzo Leontini (Pdl) e Raimondo Maira (Udc) hanno etichettato la querelle nata con il presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo (Mpa), e il suo assessore alla Sanità, Massimo Russo, in merito alla riforma della Sanità in Sicilia.

Mentre, infatti, Russo vorrebbe accorpare la gestione di Asl e ospedali, riducendo così a 17 (dagli attuali 29) il numero dei manager della Sanità presenti in Sicilia, gli alleati (forse ancora per poco) di Raffaele Lombardo (i parlamentari, cioè, di Pdl e Udc) fanno ostruzionismo per ottenere che i manager della Sanità siano almeno 23.