C’è tanta rabbia negli spogliatoi. Gli allenatori Filippo La Torre e Fabrizio Casagrande tengono a rapporto la squadra dopo quaranta minuti disastrosi, in cui si è vanificato l’ottimo primo tempo. Disputato contro una Neroniana Anzio che non è sembrata irresistibile. Una sconfitta che riporta alla luce le difficoltà della rosa del Palermo, falcidiata da troppi infortuni e che è costretta a scendere in campo con giovani di belle speranze, ma poca esperienza.
Il primo tempo è tanto equilibrio. L’Adv Holding resiste alla mischia dei laziali, molto più forte. E riparte veloce, cercando di sfruttare la superiorità della propria trequarti. Ad aprire le danze, sono i padroni di casa, al 15′ con un piazzato di Cappelletti. Pareggia subito Manzella, sempre su calcio piazzato. Poi la meta dei padroni di casa. Trasmissione all’ala che si invola e passaggio verso l’accorrente Fabiani (che realizzerà tutte e tre le mete dei padroni di casa).…
Il presidente Fabio Rubino aveva predicato la calma. Anche i due allenatori, Fabrizio Casagrande e Filippo La Torre, avevano avuto sentore di una domenica non per niente facile in casa del Colleferro. Che ha vinto 30-15 (3 mete a 2 per i laziali) sfruttando soprattutto la forza della loro mischia, superiore a quella dei Palermitani.
E la giornata di grazia del loro mediano d’apertura Giacomi, infallibile con i calci piazzati e le giocate imprevedibili. Sul campo del Colleferro, il Palermo era chiamato a ripetere la grande prestazione fatta domenica scorsa contro il quindici della Ludom Avezzano.
Ma il Colleferro, certo della superiorità dei nero-arancio nella trequarti, ha giocato sfruttando la forza fisica della loro mischia. Il Palermo non è sceso in campo abbastanza concentrato e ha concesso al numero 10 del Colleferro di fare un po’ quello che voleva sul campo. Lanciando i compagni e cercando le percussioni solitarie.
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Alla fine negli occhi di tutti si legge l’amarezza per aver sfiorato l’impresa. Di riuscire a battere il fortissimo quindici del Frascati. Impresa che è sfumata a sette minuti dal triplice fischio arbitrale. Una direzione dell’arbitro che ha lasciato molto a desiderare. Soprattutto nell’episodio della meta finale. Quando la mischia del Frascati sembra compiere una irregolarità prima di battere l’ovale nella meta dei Palermitani.
Ma il presidente Fabio Rubino smorza i toni e celebra la sua squadra, capace di tenere testa a una delle sicure protagoniste del campionato di serie B, girone 4. Il duo di allenatori formato da Filippo La Torre e Fabrizio Casagrande sceglie di schierare in campo sin dal primo minuto il neo acquisto, Santiago Gonzalez, mediano argentino di 25 anni.
Proprio lui inizia l’azione che porta alla meta i padroni di casa. Supera di slancio alcuni avversari e serve Emilio Cozzo che si era proposto in…
…questo minuscolo paese dell’Europa Centrale, la cui nazionale ha battuto la nostra, eliminandola dai campionati mondiali di calcio. No, non vi preoccupate, non ho alcuna intenzione di propinarvi l’ennesima analisi della partita. Anche perchè io non l’ho vista.

Ho cercato di immaginarla - questo sì - leggendo le cronache sui giornali. E, per farlo, ho usato la metafora (?!?!) del paese Italia applicata all’Italia squadra di calcio. Vediamo un po’ se ho capito bene.
La terza sconfitta consecutiva dell’Adv Holding, nel campionato nazionale di serie B, arriva in casa della prima della classe, il Segni, che ha battuto il Palermo per 31-7. Parziale che poteva essere ancora più consistente, se i laziali non avessero adottato la “tecnica del risparmio” in vista degli impegni nei play-off.
Il Palermo si presenta in casa del Segni in formazione rimaneggiata, con assenze pesanti, con giocatori costretti a giocare nonostante qualche acciacco fisico ed in ruoli che non hanno mai ricoperto. «Ma ormai la stagione è archiviata», sottolinea il tecnico Gioacchino La Torre.
I nero-arancio scendono in campo senza tanta convinzione e subiscono i padroni di casa, che mettono a segno in soli quindici minuti tre mete, portando il parziale sul 21 a zero. Uno shock impossibile da digerire. Il gioco dei palermitani è disordinato e confuso. Non riescono mai ad impensierire gli avversari, che realizzano altre due mete…
Una sconfitta che significa dire addio, o quasi, al sogno di centrare i play-off al primo anno di permanenza in serie B. L’Adv Holding Palermo Rugby del presidente Fabio Rubino, scende in campo al Velodromo contro l’Orienta Frascati nella partita che vale un’intera stagione per entrambe le compagini, fino a quel momento appaiate al terzo posto in classifica.
Ma l’allenatore Gioacchino La Torre è stato costretto a “improvvisare” una formazione che non ha retto il confronto contro i laziali, apparsi più in forma atleticamente e pronti a giocarsi un piazzamento fra le prime due. Alla fine il tabellino segnerà un 16-6 in favore degli ospiti, che hanno giocato molto sul piano nervoso e della forza fisica.
Una partita che ha rischiato di degenerare in più di un’occasione. Solo gli interventi decisi dell’arbitro hanno permesso di far svolgere il gioco in maniera regolare o quasi. Brutto l’atteggiamento di Baccani, dell’Orienta, che…