La prima prova scritta - il tema - è quella che tutti gli istituti superiori d’Italia hanno in comune. Da oggi, infatti, chi negli ultimi cinque anni ha frequentato diversi indirizzi, si cimenterà anche con diverse prove: versioni, compiti di matematica, ecc.
E’ già sorta la seconda alba, dopo la seconda notte prima degli esami…ma, a questo punto, il peggio (per ora) è passato: l’attesa è finita e l’adrenalina è già in circolo. Tesi come corde di violino, gli studenti consumano quantità industriali di caffè e fumano nervosamente, come mai fatto finora.
Col senno di poi, mi piacerebbe essere al loro posto in questi giorni. Incredibile, ma vero. Pur essendo stati piacevoli (in fondo), baratterei volentieri i cinque anni di università e i tre di lavoro con i cinque di liceo, cominciati a tredici anni e finiti a diciotto nel modo pieno, intenso e tragicomico con cui solo gli adolescenti…
E’ di qualche mese fa un mio “sfogo” pubblicato su alcuni quotidiani on line ove, fra l’altro, elencavo le opere che ritenevo molto più urgenti del ponte di Messina. Fra queste, era mia intenzione far arrivare ai “sordi” della politica, le condizioni delle scuole in Sicilia, molte delle quali fatiscenti e costruite durante il regime fascista.

Come al solito…silenzio! Nessuno mi ha denunciato per procurato allarme! Bene, sono salvo, di nome e di fatto. Però una notizia è apparsa qualche giorno fa, timidamente su pochi quotidiani ancora liberi, sulla chiusura di una delle più importanti scuole di Catania, la Musco. Difatti, dopo vari esposti e segnalazioni, i vigili del fuoco dichiaravano che sarebbe bastata una scossa di media intensità per crollare tutto l’edificio, avendo travi e pilastri rovinati.