Archivio



Il popolo non dovrebbe temere il proprio governo. I governi dovrebbero temere il popolo.

Ieri, come ogni mattina, sono andata al lavoro. Per la prima volta, dopo non so quanto tempo, ero contenta. Felice, a tratti. Davvero. Col sorriso sulle labbra ho percorso tutta la strada per arrivare in ufficio, sono entrata nella stanza che divido con due colleghi e mi sono seduta dietro la mia scrivania.
Ma l’idillio è durato poco. E’ stato, sufficiente, infatti, che facessi la rassegna stampa per cancellare quel sorriso sulla faccia. E’ bastato leggere questi titoli: “Cuffaro, chiesto rinvio a giudizio per concorso in associazione mafiosa”, “Berlusconi prepara un’altra mossa: via il concorso esterno in reati di mafia”, “Palermo, la preside non espone il crocifisso e il sindaco è pronto a multarla”, “Cosentino, giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera respinge la richiesta di arresto”.