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Un Siciliano tra le stelle

Fino a oggi, si è detto che i Siciliani, un po’ come i Campani, si trovano dappertutto, in giro per il mondo. Infatti, molti di loro, per seguire sogni di gloria o in cerca di avventure più o meno emancipate, partono alla ricerca di una vita migliore o per il solo gusto di sfidare se stessi.

Ma non sarà così per molto. Presto potremo dire che li troveremo anche tra le stelle. Non quelle di Hollywood,  ma quelle dello spazio.

I 63 anni dello statuto regionale siciliano

Venerdì scorso lo statuto regionale siciliano ha festeggiato i suoi 63 anni di vita. Ebbene sì, la nostra “carta costituzionale” è più antica persino di quella italiana. Il re Umberto II lo emanò il 15 maggio 1946 e rappresentò un modo per contrastare le spinte separatiste che provenivano da alcuni ambienti.
L’autonomia al posto dell’affrancamento dal resto d’Italia, dunque, all’indomani di un conflitto - la seconda guerra mondiale - che vedeva il nostro paese uscire quasi totalmente distrutto da cinque anni di combattimenti.

Diamo i voti alle compagnie aeree

Vivere su un’isola ha il suo fascino, ma anche i suoi disagi. Ne sanno qualcosa i Siciliani che, per motivi di studio, di lavoro o di piacere, devono recarsi in un’altra città italiana o estera e, per farlo, ricorrono alle compagnie aeree presenti in Sicilia.

Il mese scorso, per esempio, si scatenò una dura bagarre contro l’Alitalia per i disservizi ai quali tutti i suoi passeggeri isolani, personaggi pubblici compresi, sono andati incontro dopo averla scelta per viaggiare.

Parola d’ordine: SILENZIO! Quante le scuole pericolanti in Sicilia? Quante le topaie nei centri storici delle città?

E’ di qualche mese fa un mio “sfogo” pubblicato su alcuni quotidiani on line ove, fra l’altro, elencavo le opere che ritenevo molto più urgenti del ponte di Messina. Fra queste, era mia intenzione far arrivare ai “sordi” della politica, le condizioni delle scuole in Sicilia, molte delle quali fatiscenti e costruite durante il regime fascista.

Come al solito…silenzio! Nessuno mi ha denunciato per procurato allarme! Bene, sono salvo, di nome e di fatto. Però una notizia è apparsa qualche giorno fa, timidamente su pochi quotidiani ancora liberi, sulla chiusura di una delle più importanti scuole di Catania, la Musco. Difatti, dopo vari esposti e segnalazioni, i vigili del fuoco dichiaravano che sarebbe bastata una scossa di media intensità per crollare tutto l’edificio, avendo travi e pilastri rovinati.

All’Abruzzo auguriamo un futuro migliore di quello del Belice

Quello che è successo nella notte tra domenica e lunedì in Abruzzo ha riportato alla memoria collettiva dei Siciliani il secondo - in ordine di tempo - dei due violenti terremoti che sconvolsero l’isola. Ci riferiamo a quello della Valle del Belice che, nel gennaio del 1968 rase letteralmente al suolo 14 Comuni tra le province di Trapani, Agrigento e persino Palermo.

Quella che vedete qui sopra è una foto recente del centro storico di Salemi dove ancora oggi, a distanza di oltre 40 anni, esistono ( e resistono) i ruderi lasciati da quella notte di devastazione, molto simile a quella appena trascorsa a L’Aquila e nel suo circondario.

Dopo la puntata di Report dedicata alla città, ecco cosa scrive un Catanese

L’anno scorso avevo bisogno di un certificato storico, ma l’impiegata non poteva inviarmelo perchè il Comune di Catania, non aveva i soldi per la corrispondenza. Ho rimediato a mie spese, molte purtroppo. Quando lo scrissi su alcuni blog, a qualcuno sembrò una mia esagerazione. Adesso, dopo l’ultima puntata della trasmissione Report, in onda su Rai Tre, credo si sia ricreduto. Ubi major, minor cessat.

Report ha fatto vedere anche la festa - mi perdoni Sant’Agata - che mi sembra sempre più folcloristica e pagana, e sempre meno religiosa. Ma forse è per questo che la Santa ci aiuta…poveri noi…“tutti devoti, tutti”, anche se le candelore le facciamo ballare davanti alle case dei mafiosi - pardon - dei delinquenti capi rione che, con la loro esistenza, infangano la Sicilia e i Siciliani veri.