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Un’altra (più breve e meno epica) storia italiana

Da dieci anni in cassa integrazione. E poi, qualche mese fa, la notizia che, in fondo, aspettavano: il licenziamento. A Palermo sono rimasti in venti, in tutta l’isola erano più di 500. Sono i lavoratori ex Telecom, l’azienda fallita nel 2000. Poi più nulla, tranne un record difficilmente eguagliabile: cassa integrazione per dieci, lunghissimi, anni. Di deroga in deroga, sono arrivati al 2009. Sono rimasti in pochi, però, rispetto all’inizio.

Qualcuno si è tolto la vita, qualche altro è finito in cura dallo psichiatra, altri ancora - i più fortunati - hanno trovato un altro lavoro. Ma lo hanno fatto da soli, senza l’aiuto promesso dallo Stato, dalla Regione Sicilia o dall’agenzia Italia Lavoro.

Dall’associazione antimafia “Rita Atria”

L’associazione antimafia “Rita Atria”, come non molti sanno, è presieduta dalla Testimone di Giustizia Piera Aiello, che con sua cognata Rita Atria affidò al giudice Borsellino la sua determinazione di denuncia delle attività criminose dei suoi stessi familiari.

La vita dei Testimoni dei Giustizia, lontana dall’attenzione sociale e dai mezzi di informazione (che pur dovrebbero esserci, sebbene con la discrezione imposta dalla delicatezza delle loro situazioni e vicende), è resa spesso ancor più difficile e ardua dalla superficiale disattenzione e dall’inaffidabilità di rappresentanti dello Stato preposti alla sicurezza dei cittadini, quando non direttamente coinvolti negli stessi programmi di protezione dei Testimoni di Giustizia.

Studio o lavoro? Questo è il dilemma

Vorrei proporre un sondaggio che riguarda i ragazzi che non proseguono gli studi dopo la scuola superiore. Se molti, infatti, non amano studiare e non vedono l’ora di ottenere il fatidico “pezzo di carta”, altri sono costretti a rinunciare ai propri sogni, perché la loro famiglia non può mantenerli e loro non riescono a conciliare studio e lavoro.

Io sono una ragazza di 21 anni, quasi priva di ogni speranza, grazie alla mia terra sulla quale non posso contare. Vorrei poter frequentare l’università, ma non mi è possibile: costa troppo e i miei genitori non possono permettersi di pagarla.

Profondo nero. Mattei, De Mauro, Pasolini. Un’unica pista all’origine delle stragi di Stato

In coppia hanno già scritto “Rita Borsellino. La sfida siciliana”, “Il gioco grande. Ipotesi su Provenzano”, “L’agenda rossa di Paolo Borsellino”. La scorsa settimana è uscito in libreria “Profondo nero. Mattei, De Mauro, Pasolini. Un’unica pista all’origine delle stragi di Stato”, edito da Chiarelettere.

Loro sono Giuseppe Lo Bianco, giornalista dell’Ansa di Palermo, e Sandra Rizza, giornalista free lance. Il loro ultimo lavoro, invece, è l’ennesima minuziosa inchiesta di due professionisti di rango, abituati a svolgere un lavoro che, ormai, non esiste più. Con buona pace di editori poco coraggiosi e di colleghi troppo comodisti.

A proposito dello sketch di Ficarra e Picone “Sono fiero/mi vergogno di essere Siciliano”…

Cari Ficarra e Picone,
io sono orgoglioso di essere Siciliano perché siete miei conterranei. Perché, come tutti i grandi attori, riuscite a far piangere (e non solo) per le risate. Perché avete avuto il coraggio di fare ironia su tutti coloro che hanno affidato le sorti dell’isola a una forza politica scriteriata e razzista.

Su una cosa non sono in sintonia. Quando dite che Falcone e Borsellino erano Siciliani. No! Loro “sono”, devono essere sempre presenti in noi e devono essere ricordati, così come avete fatto voi, in tutte le manifestazioni culturali e di massa.

Il caso Englaro e le reazioni dei Siciliani

Anche in Sicilia la gente è scesa in piazza per manifestare a favore o contro la sospensione dell’alimentazione di Eluana Englaro. Prima che arrivasse la notizia della morte della donna, BSicilia ha ricevuto questa lettera da uno dei suoi lettori e ha deciso di pubblicarla. Approfittiamo dell’occasione per invitare chiunque avesse opinioni differenti, rispetto a quelle dell’autore di questo post, a scriverci.

Questo è un tentativo dittatoriale ed eversivo del governo Berlusconi. Oltre mille morti all’anno sul lavoro: la Chiesa cattolica e il governo Berlusconi cosa fanno? Niente. Migliaia di persone morte nelle strade a causa di drogati e ubriachi e il governo Berlusconi cosa fa? Taglia i fondi per far rispettare le leggi. Migliaia di persone uccise dalle mafie in tutto il mondo: la Chiesa e i governi cosa fanno? Niente. Milioni di bambini morti per fame in tutto il mondo e la Chiesa e i nostri governanti cosa…