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La storia di Rosalia Sinibaldo

Rosalia Sinibaldo nasce a Palermo intorno al 1128. La tradizione narra che mentre il re Guglielmo II osservava il tramonto con sua moglie, la regina Margherita, una figura gli apparve dicendogli: «Guglielmo io ti annuncio che, per volere di Dio, nascerà nella casa di Sinibaldo tuo congiunto, una rosa senza spine».
Per questo motivo, pare che poco tempo dopo, quando nacque la bambina, le venne assegnato il nome Rosalia. Suo padre, il conte Sinibaldo, signore della Quisquina e del monte delle Rose (attuali territori di Santo Stefano Quisquina e Bivona), faceva discendere la sua famiglia da Carlo Magno.
Sua madre, Maria Guiscardi, era a sua volta di nobili origini e imparentata con la corte normanna. Da giovane visse in ricchezza presso la la corte di re Ruggero. Un giorno il conte Baldovino salvò il re Ruggero da un animale selvaggio che lo stava attaccando, il re volle ricambiarlo con un…

Déjà vu: quando la storia si ripete

Siamo nel 2010 e l’anno inizia nel peggiore dei modi, ma solo per i poveri mortali che ogni giorno devono combattere per sopravvivere. In politica si sta molto meglio: i politici si insultano l’un l’altro prima delle elezioni e poi non importa chi vince, perché su una cosa sono tutti d’accordo: nel fare solo i propri interessi, nello spartirsi “la torta”.

Quindi, avanti col regalare appalti ai propri amici per ricevere i voti, farsi le leggi su misura e continuare a fare i ruffiani col Vaticano togliendo soldi dalla scuola pubblica e regalandoli alla scuola privata cioè quella cattolica.

Giancarlo Guerrieri - A STORIA D’ORLANDU


Il finale della storia

La balena scivolava veloce, lasciando sull’acqua due bianchi solchi di schiuma.
A un muto segnale inarcò al cielo la coda, affondando nel blu come coltello nel burro.
Pochi secondi dentro l’abisso e quindi riemerse imperiosa, con uno sbuffo alto e prepotente.
Dietro a lei remavano con foga i cacciatori. Ritto a prua il capo brandiva la fiocina, pronto a colpire. Finché…
Non so voi, a me piace pensare che a quel punto il gigante, fiutando l’aria, si sia salvato, inabissandosi e riaffiorando parecchio distante, finalmente salvo.
Che volete: è uno dei piaceri degli scrittori inventarsi storie e finali.

La storia di un Siciliano “clandestino” in Belgio

Dopo i vostri post sulla “clandestinità”, ho deciso di scrivere la mia esperienza. Mi ritengo un uomo sempre pronto ad aiutare gli altri (nel limiti delle mie possibilità), buono, un po’ testone, che non sogna più a occhi aperti…anche se ho capito che in questo mondo fatto di cattiverie ed egoismo c’è sempre qualcuno che può aprofittarsene lo stesso.

La mia storia di emigrante ebbe inizio nel 1977: avevo 22 anni, mi ero sposato a 18 (dopo una fuitina) con una persona meravigliosa. I primi anni di matrimonio vivemmo in una casetta piccolina. Io lavoravo, ma guadagnavo poco: non potevo mantenere più mia moglie, per di più incinta.

Storia della Sicilia in 100 secondi