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E’ finito tutto?

19 luglio 1992 - 19 luglio 2010: la pensate anche voi come Antonino Caponnetto?

Dalle bombe al Ponte: riflessioni e musica per l’anniversario di Via D’Amelio

Si svolgerà domani, dalle 20, presso il ristorante “Mediterranima” di via dei Gigli, a Milazzo, una serata dal titolo “Dalle bombe al Ponte”, che intende, nel compimento del diciottesimo anniversario della strage di via D’Amelio, fare il punto sulle trame stragiste di Cosa Nostra dei primi anni Novanta e sul loro collegamento con l’evoluzione politica nel nostro Paese, per finire al tema delle Grandi Opere, prima fra tutte il Ponte sullo Stretto, sulle quali da sempre si è paventata l’occulta presenza inquinante degli interessi mafiosi.

Coerentemente con l’apertura della serata, alle 22:30 seguirà il concerto dei “Terrae”, che avranno modo di presentare i brani del loro ultimo album “Unknown People”, a coronamento di una serata nel nome dell’impegno civile e antimafia modulata su più linguaggi.

Appello per le agende rosse APARTITICHE

Sono passati oramai sei mesi da quando un pugno di studenti e cittadini palermitani dell’ormai sciolto “Comitato Cittadino Antimafia 19 Luglio 2009” alzarono per la prima volta al cielo in Italia , alle celebrazioni del 17° anniversario della strage di Capaci, dei cartoncini rossi con la scritta “dov’è finita l’agenda rossa di Paolo Borsellino?” insieme a un semplice striscione con scritto: “via D’Amelio Strage di Stato”.

Quei ragazzi e quelle ragazze a fianco di Salvatore e della sua redazione furono da supporto per l’organizzazione di un 17° anniversario della strage di via D’Amelio che doveva essere diverso, diverso perché doveva rompere con le solite cerimonie ed essere momento di discontinuità che puntualizzasse i lati oscuri e le ombre che ancora oggi gravano su quella strage.
Molte sono infatti le contraddizioni tra cui:
1)il tipo di esplosivo usato ad esempio, un tipo di tritolo denominato Sentex, a uso esclusivo militare, con…

La mamma dei carabinieri

Ieri Paolo Borsellino avrebbe compiuto 69 anni. Io purtroppo, come molti giovani, non l’ho mai conosciuto: una mano armata l’ha strappato via troppo presto da questa terra.

Eppure il destino mi ha avvicinato a lui più di molti altri. Nel 2001 ho prestato servizio militare nell’Arma dei Carabinieri: ero uno di quei piantoni che, proprio dopo la strage di via D’Amelio, furono posti giorno e notte in via Cilea, a vigilare sull’abitazione dei familiari del giudice ucciso.