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Una guerra tra poveri (Agrigento e Palermo)

Il 12 novembre (dicono i sindacati) l’amministratore delegato della “4U servizi s.p.a.”, Paul Manfredi, insieme al suo staff regionale, ha comunicato alle organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil di categoria, lo stato di crisi del call-center di Porto Empedocle.

Tale condizione, ha sostenuto l’amministratore delegato, perdura da troppo tempo e la speranza di una ripresa, non essendosi realizzata, ha portato alla decisione di chiudere il centro a dicembre. La scelta dell’azienda manda a casa 120 lavoratori con contratto a progetto (con retribuzione flessibile variabile da 200 a 600 euro mensili), nonché 17 operatori con contratto a tempo indeterminato, alcuni dei quali, operativi nello staff.

…e ci parlano di posto fisso?!?!

Buongiorno redazione di BSicilia.
Scrivo da Trapani, mi chiamo Nino e sono un lavoratore con contratto a tempo indeterminato presso il Call Center Multimedia Planet, che fa capo (o, almeno, faceva capo) a Phonemedia. Il gruppo Phonemedia è leader in Italia nell’erogazione di servizi di telemarketing e business process outsourcing.

E’ stato fondato nel 2002, nel 2004 è entrato attivamente nel mercato latino americano attraverso l’acquisizione di strutture e personale operativo in Argentina. Dopo un veloce crescita ed espansione, nel 2005 è stato riconosciuto come leader italiano nel settore dei contact center, in particolar modo nel settore outbound. Nel 2006, l’acquisizione della Wccr s.r.l. determina un ampliamento delle proprie strutture e risorse, permettendo al gruppo di poter consolidare la propria leadership su tutto il territorio italiano.

Dai precari Sac stagionali di Catania

Stamattina, alle 16:30, all’aeroporto di Catania, si svolgerà una manifestazione dei lavoratori precari dello scalo etneo. Chi scrive fa da portavoce a un gruppo di loro. Dipendenti che dopo circa sei anni di seria e inappuntabile attività, si trovano oggi, per un capriccio societario, a fare i conti con un cambio di rotta che apre uno scenario del tutto nuovo all’aeroporto.

Dal 2003, in Sac, assistiamo ad assunzioni legate all’incremento del traffico voli e passeggeri pari a un numero che si aggira a circa 200 precari (solo tra gli operai), con la promessa che da lì a breve si sarebbe arrivati a una stabilizzazione.

L’immagine è una cosa, la realtà un’altra

Ci risiamo. I colossi si fondono. I sogni di gloria si sprecano. I fiumi d’inchiostro pure. Ma c’è sempre un’altra faccia della medaglia, quella che guarda sempre dalla parte peggiore. Da quella di chi ci rimette, non ci guadagna.

La Fiat si fonda col colosso americano (dai piedi d’argilla) Chrysler, la Fiat vorrebbe fondersi anche con la casa automobilistica tedesca Opel (filiale europea di un’altra americana, la General Motors). Bene. Bravi. Grandi notizie. Ottime notizie. Ma perchè - viene spontaneo chiedersi - andare al capezzale di aziende estere, allontanare se stessi da quello stesso capezzale (forse) e, poi, licenziare migliaia di operai?