La Palermo-Catania non è, e non deve essere una priorità. E’ inammissibile pensare alla realizzazione del nuovo tracciato ferroviario Palermo-Catania, quando da anni si aspetta il completamento delle due dorsali più importanti della Sicilia, la Ionica (Messina-Catania-Siracusa realizzata tra il 1867 e il 1871) e la Tirrenica (Messina-Palermo inaugurata nel 1895).

Non può la Politica siciliana pensare di realizzare un’altra cattedrale nel deserto, quando invece, non ha mosso un dito dal 2005 a oggi per il completamento del raddoppio ferroviario Fiumefreddo-Giampilieri, già finanziato con 1970 milioni di euro dal 2005 (delibera Cipe n. 62) e mai realizzato.
“L’apologia dell’illegalità”. Potrebbe essere intitolato così uno dei passaggi chiave dell’intervento del Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, il 30 settembre 2010, a Palazzo Madama. Una fiducia conquistata dopo una lunga auto-celebrazione, lui, l’uomo della provvidenza, artefice unico dello sblocco dei lavori del Ponte sullo Stretto, padre-madre di tutte le Grandi Opere.
«Entro dicembre sarà pronto il progetto esecutivo, già molto avanzato, del Ponte di Messina», ha dichiarato Berlusconi. «Era stato dato anche l’appalto ad una cooperativa di imprese italiane dopo che eravamo riusciti, prodigando molti sforzi, ad evitare la partecipazione all’appalto di grandi imprese straniere, perché volevamo che quest’opera fosse un orgoglio tutto italiano. Con l’intervento del Governo della sinistra il piano è stato accantonato. Avevo personalmente, con il sottosegretario Letta, partecipato a 32 riunioni per il varo di questo piano, sino a giungere all’appalto, che è stato dato. In cinque minuti il Governo della sinistra ha accantonato il progetto.…
Tra Scilla e Cariddi il miracolo di una rivisitazione della biblica sfida tra il piccolo Davide e il gigante Golia. Uno scontro impari, da una parte gli instancabili attivisti No Ponte che finanziano cortei e sit-in con adesivi e magliette di cotone, dall’altra i potenti fautori della realizzazione della Madre delle Grandi Opere, il Ponte sullo Stretto, faraonico e irrealizzabile progetto strapagato con ingenti risorse pubbliche.
Nonostante l’infernale macchina propagandistica dei Signori del capitalismo straccione di Casa nostra, i No Ponte resistono, mordono, mobilitano, colpiscono. Così, a fine agosto, tra le stradine di Torre Faro, il villaggio dove dovrebbe sorgere il pilone “siciliano” del Ponte, hanno sfilato più di tremila persone per difendere il territorio dall’ennesimo inusitato saccheggio.
Un corteo colorato, allegro, propositivo e ottimista, qualità ormai rare in un’Italia sempre più povera e disarticolata dal neoliberismo e dall’autoritarismo piduista e berlusconista. Un’iniziativa che è punto di arrivo della mobilitazione…
Nell’ambito delle 5 Giornate di Messina, oggi, alle 18:30, presso il Monte di Pietà (via XXIV Maggio), verrà presentato il volume “I Padrini del Ponte. Affari di mafia sullo stretto” di Antonio Mazzeo. Interverranno l’autore e la giornalista Manuela Modica.

Le 5 Giornate di Messina nascono da una grande iniziativa popolare e giovanile che con orgoglio sceglie di battersi per contribuire alla rinascita anche etica del Paese. Si tratta di uno straordinario appuntamento di teatro, musica, fotografia, dibattiti e impegno sociale e civile.
L’ultima dichiarazione in ordine temporale è quella del ministro alle infrastrutture Altero Matteoli che, a Corleone, all’inaugurazione di un tratto della strada statale 118 dichiarava: “Quando mi accorgo che l’alta velocità si ferma a Salerno so che questo non è sopportabile, deve arrivare fino in Sicilia; con le ferrovie stiamo lavorando affinché questo progetto sia realizzabile”.

Già in precedenza, ed esattamente il 25 febbraio 2009, il ministro Matteoli ebbe a dichiarare che “le Ferrovie in Sicilia, sono un vero disastro”. Alla luce di queste dichiarazioni, è evidente che i politici, a volte, rischiano di rimanere imprigionati dai propri cosiddetti effetti annunci.
All’inaugurazione della nuova sede delle società chiamate a realizzare il Ponte sullo Stretto di Messina, domani, ci sarà anche il ministro delle infrastrutture Altero Matteoli. Il quartier generale di Eurolink (il consorzio general contractor per la progettazione e i lavori) e dei soggetti impegnati nel monitoraggio ambientale e nel “project management”, sarà ospitato all’interno del Polo “Papardo” dell’Università degli Studi di Messina, a pochi chilometri dall’area dove dovrebbe sorgere uno dei due piloni della mega-opera.
I locali sono quelli dell’Incubatore d’Imprese finanziato con i fondi della legge 208 del 1998 riservati «agli interventi di promozione, occupazione e impresa nelle aree depresse». La struttura non è mai entrata in funzione; avrebbe dovuto ospitare, a regime, sino a 46 aziende di giovani e ricercatori provenienti dall’Ateneo. In cambio di un canone il cui importo è ancora segreto, Sviluppo Italia Sicilia, che l’aveva ricevuta in concessione dall’Università, l’ha sub-affittata a tempo indeterminato alle…