Giunge da Israele un nuovo progetto per il collegamento stabile nello Stretto di Messina. Si tratta di un Ponte basato su “Piattaforme di calcestruzzo galleggianti”, dove travi e piloni saranno ancorati nell’acqua e ampi spazi del manufatto saranno destinati a centri commerciali, uffici, alberghi, parcheggi, parchi alberati, cinema, ecc.
Nel Ponte galleggiante si potranno costruire anche case a schiera per migliaia di residenti e finanche decine di porticcioli turistici che proteggeranno barche a vela e yacht dalle correnti e dai gorghi di Scilla e Cariddi.
Più di 3 milioni di metri quadri di abitazioni con invidiabile vista sullo Stretto, la cui vendita assicurerà le risorse finanziarie necessarie a realizzare quella che è stata presentata come una «concreta alternativa» al Ponte da 7 miliardi di euro che governo e concessionaria statale hanno affidato al general contractor guidato da Impregilo.
Il progetto del Ponte-shopping è frutto delle ricerche dell’architetto israeliano Mor Temor,…
Accendo la tv. Un fatto di cronaca di oggi riguarda le manifestazioni “No Tav” durante le quali ci sono stati dei feriti, di cui uno grave. I turbamenti che recepiscono i miei occhi, trasportando le notizie al cervello, si esprimono nei seguenti dubbi (e nelle relative domande).

Viviamo in un Governo “eletto dal popolo”, ma la classe popolare non dovrebbe essere a favore delle azioni di chi lo amministra? E ancora: se prendiamo in considerazione il “No Tav” come il dissenso riguardo al costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina, si presuppone un altro dubbio…
Un cavo per batterie nuovo nuovo può caricare due batterie scariche?? Evidentemente no!! E come potrebbe, allora, un ponte nuovo nuovo, far ripartire due bellissime regioni completamente scariche, stanche e messe in ginocchio da promesse mai mantenute e da problemi mai risolti?

E’ necessario, prima, rimettere a nuovo tutti gli elementi di queste 2 “batterie”: sarà poi l’acqua distillata (formata da tutta quella popolazione viva, culturalmente ricca e dalla creatività innata) a dare nuova energia alle batterie.

Antonio Pennisi
I ponti ordinari e le gallerie (sotterranei e sommersi) sono stati studiati e valutati per risolvere il problema dello Stretto di Messina da vari recercatori. Senza dubbio si è concluso che tali strutture non sono in grado di rendere fattibile il sogno italiano.
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Per realizzare il Ponte è necessario pensare diversamente. Un ponte basato su Piattaforme Galleggianti Abitate. Si tratta di un concetto unico nel suo genere, venuto al mondo grazie a tre anni di laboriose ricerche fatte dal sottoscritto sulle strutture galleggianti.
Lo Stretto di Messina, la sua bellissima natura e la sua ricca e lunga storia merita un ponte di grande valore architettonico. Merita un opera d’arte unica nel suo genere, come la Torre di Pisa, il Ponte Vecchio di Firenze, la Piazza di San Marco di Venezia, ecc.
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Finora, secondo me, nessuno ha pensato a dare al Ponte sullo Stretto il suo vero valore. Tutti i progettisti hanno solo pensato a un ponte tradizionale, per far passare i passegeri da una parte all’altra.