19 luglio 1992 - 19 luglio 2010: la pensate anche voi come Antonino Caponnetto?
Si svolgerà domani, dalle 20, presso il ristorante “Mediterranima” di via dei Gigli, a Milazzo, una serata dal titolo “Dalle bombe al Ponte”, che intende, nel compimento del diciottesimo anniversario della strage di via D’Amelio, fare il punto sulle trame stragiste di Cosa Nostra dei primi anni Novanta e sul loro collegamento con l’evoluzione politica nel nostro Paese, per finire al tema delle Grandi Opere, prima fra tutte il Ponte sullo Stretto, sulle quali da sempre si è paventata l’occulta presenza inquinante degli interessi mafiosi.

Coerentemente con l’apertura della serata, alle 22:30 seguirà il concerto dei “Terrae”, che avranno modo di presentare i brani del loro ultimo album “Unknown People”, a coronamento di una serata nel nome dell’impegno civile e antimafia modulata su più linguaggi.
Il MoVimento Cinque Stelle Palermo, nato con la consapevolezza di essere prima di tutto un MoVimento fatto di cittadini per i cittadini, sostiene le giornate commemorative organizzate in occasione del diciottesimo anniversario della strage di via D’Amelio.

A Palermo, il 17-18 – 19 luglio 2010 avranno luogo una serie di iniziative, per rendere sempre vivo il ricordo di Paolo Borsellino e i cinque agenti di scorta: Emanuela Loi, Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Vincenzo Li Muli e Claudio Traina.
Non avrei mai pensato di trovarmi a “difendere” un mafioso, ma non avevo ancora fatto i conti con il mio paese. Quando, martedì sera, ho sentito la notizia della decisione del Viminale di non applicare il programma di protezione dei testimoni a Gaspare Spatuzza, mi è gelato il sangue nelle vene.

Innanzitutto perchè la notizia è stata data velocemente, tra le brevi di fine notiziario, come se non si trattasse di niente d’importante. E poi perchè l’ho percepita per quella che realmente è: la condanna a morte, decretata dallo Stato Italiano, di un suo cittadino.
L’associazione culturale universitaria “Resistenza Antimafia” organizza un convegno su mafia, politica e intercettazioni che si svolgerà venerdì 28 maggio 2010, alle 17, in via Maqueda, 172, presso la facoltà di Giurisprudenza di Palermo.

All’iniziativa parteciperà Gioacchino Genchi, autore del libro “Il Caso Genchi”, sospeso – due mesi fa – dal capo della polizia Antonio Manganelli dal suo incarico di consulente.
DEL PERCHE’ E’ LEGITTIMO “CRITICARE” MA INACCETTABILE “DELEGITTIMARE” SAVIANO
Nessuno (nemmeno Saviano) può considerarsi “intoccabile”, esente da critiche…Il problema, però, è proprio questo: quali critiche sostanziali (argomentate) rivolgere a Saviano? Quale sarebbe la sua “colpa”?
Forse quella di raccontare “falsità” (di non essere attendibile)? Improbabile, visto che Gomorra consiste in una ben esposta trascrizione degli atti ufficiali del processo “Spartacus” contro le cosche camorristiche di Casal di Principe.
Forse quella di “infangare” nel mondo l’immagine del nostro Paese (facendo “cattiva pubblicità” all’Italia e regalando, al contempo, notorietà a boss e camorristi)?
La mia impressione, piuttosto, è che la più grossa pubblicità la mafia se l’è fatta da sola, tramite “omicidi eccellenti”, “assassinii eclatanti” o, addirittura, stragi “in trasferta” (quale quella di Duisburg, in Germania, dell’agosto 2007)!