Emigrazione

Quando ho cominciato a - per e non per necessità - mi sono, pian piano, immersa in altre , altre , altri , altre . Non avendo i mezzi (e non ritenendoli indispensabili) per soggiornare in alberghi a cinque stelle, mi sono adattata a ogni tipo di sistemazione.

Qualche volta mi è capitato anche di trovarmi in difficoltà e, ogni volta, ho ricevuto dai “” che vivono negli altri Paesi del . Nel momento del bisogno, nessuno di loro mi ha chiesto di mostrargli il mio o ha preteso di sapere subito chi fossi, da dove venissi e se fossi in regola con il .

Mi hanno teso la mano, e basta. Le chiacchiere sono venute dopo. Se incontrassi di nuovo tutte queste persone in - che un tempo credevo essere il mio paese…adesso non ne sono più così tanto sicura - cosa dovrei dire loro? Di essere diventata ?

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Discussione

Un commento per “Clandestina in patria - Seconda Parte”

  1. [...] storia di un Siciliano “clandestino” in Belgio di adofis Dopo i vostri post sulla “clandestinità”, ho deciso di scrivere la mia esperienza. Mi ritengo un uomo sempre pronto ad aiutare gli altri [...]

    Postato da BSicilia| La storia di un Siciliano “clandestino” in Belgio | 8 Luglio 2009 14:35

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