Grazie alla scarsa attenzione e capacità tecnico-amministrativa di un sindaco, occasionale portatore di meri interessi politici, è passata quasi inosservata la notizia della decisione presa dal Presidente della Regione di “cancellare” l’Ufficio Speciale per le Aree a Elevato Rischio Ambientale, a partire dall’1 Settembre.
Milazzo, Comune più importante e capofila, e il Comprensorio tutto rischiano così che non venga più attuata alcuna operazione di risanamento ambientale. Cancellando l’Ufficio Speciale, scompaiono anche i tavoli tecnici che si occupano di Ambiente, programmati nell’ambito di Agenda 21.
Dopo anni di battaglie, fiumi di denaro spesi per studi e convegni, sprechi di tonnellate di inchiostro, tragicomiche promesse di disinquinamento della Valle del Mela e bozze di programmi di risanamento, i politicanti tradiscono i cittadini e, per mere vendette partitiche, ci privano dell’unica occasione utile che si stava prospettando per risollevare le sorti del Comprensorio a difesa della salute e della ecosostenibilità ambientale.
Il sindaco di Milazzo contravviene al proprio mandato e, per la seconda volta in pochi giorni, dimostra di non avere alcun rispetto per la salute dei cittadini. Infatti, dopo che alcune teatrali affermazioni rassicuranti avevano sminuito i risultati addirittura delle indagini dell’Organizzazione Mondiale della Salute, il sindaco ha pensato bene, prima, di scegliere di sversare in mare i liquami del depuratore di Milazzo e, ora, ignora volutamente questa gravissima notizia a danno di tutti noi, escludendoci dalla possibilità del disinquinamento.
Vergogna! Il sindaco non ha come compito istituzionale quello di chiedere soldi alle industrie per organizzare feste e festicciole, ma di indossare la fascia tricolore e far valere i diritti di una popolazione vittima degli inquinamenti. Si abbatte, con questa vicenda, l’ennesima e forse più pesante scure sulle speranze di risollevare le sorti di Milazzo e del Comprensorio con la cancellazione definitiva delle parole salute, ambiente e turismo.
Giuseppe Falliti

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