Quando si verifica un evento luttuoso, soprattutto se di grandi dimensioni - come quello che ha colpito i Comuni di Altolia, Giampilieri, Molino e Scaletta Zanclea - si cerca (quasi) subito un responsabile: qualcosa o qualcuno con cui prendersela. Anche quando i colpevoli sono le stesse vittime dell’evento luttuoso.
Mi rendo perfettamente conto che sto per scrivere qualcosa che suonerà come molto impopolare e voglio subito precisare che ho il massimo rispetto per tutte le persone decedute lo scorso fine settimana nei quattro Comuni del Messinese, a causa del violento nubifragio che si è abbattuto nella zona e che ha provocato la frana che ha travolto le loro case.
Il problema, però, è che continuiamo erroneamente a considerare il nubifragio di giovedì scorso come l’unico elemento che è stato in grado di provocare quella frana. Ma non è così. E lo sappiamo. Sappiamo che l’abusivismo edilizio, il disboscamento selvaggio delle colline, la totale incuria nella quale viviamo sono le sole e uniche cose imputabili per tutto quello che è successo.
Questo episodio rafforza in me la convinzione che non ci serve affatto un Ponte sullo Stretto, quando le nostre strade e le nostre ferrovie sono ricoperte da tutto il fango che è venuto giù, ma capisco anche che questo è il frutto di decenni di piani regolatori scellerati, lottizzazioni abusive e, soprattutto, connivenza da parte di tutti.
Secondo un mito molto conosciuto, i coccodrilli piangono dopo aver divorato i propri piccoli. Che sia vero o no, l’immagine è comunque efficace per descrivere ciò che è appena avvenuto. Ed ecco perchè essere una cittadina onesta, lavorare, pagare le tasse, votare secondo coscienza, rispettare la legge non è più sufficiente. Perchè adesso bisogna rimboccarsi le maniche per uccidere il coccodrillo e salvare i piccoli. Come quelli che sono stati divorati dal fango accumulato dai loro genitori.


















Barbara, concordo con quanto dici: dopo annuali incendi e disboscamento, una pioggia forte può provocare un simile disastro. La Natura si riprende ciò che le è stato tolto. La pioggia, per quanto abbondante possa essere, è un fenomeno atmosferico di questo pianeta e l’acqua, si sa, si fa strada fin dalla notte dei tempi.
Sono perfettamente daccordo con te e ti dirò di più. Una mia amica messinese, che però abita nella parte nord di quella zona, mi diceva, il giorno stessa della tragedia, che loro se la erano scampata ma che il pericolo sarebbe pure nella loro zona. E tutto per ciò che denunci nel tuo articolo: il problema dell’abusivismo barbaro che ha portato queste (cieche) persone a costruire in zone “di proprietà della Natura”, per richiamare le parole del commento di Lucia. Tutti piangiamo le vittime, perché è ingiusto morire così. Ma puntare il dito in modo “coccodrilliano” è la cosa più facile e ipocrita. Di questo sono convinto e di ciò ho parlato in questi giorni quando è capitato di affrontare il discorso. Anche dalle mie parti (Agrigento), qualche pazzo ha reso terreno agricolo (da decenni) IL LETTO di un fiume che da anni è secco. Non hanno capito che “la Natura dà, la Natura prende” e senza nessun preavviso. Poi si piangeranno raccolti andati distrutti.
E’ un po’ forte (volutamente) nell’insieme!
Sicuramente, la maggior parte dei cittadini è in buona fede e non è responsabile delle costruzioni selvaggie effettuate, alcune abusivamente, e non bloccate e demolite per tempo, altre autorizzate legalmente da politici incapaci, privi di onestà intellettuale, che non rifiutano ciò che porta voti. Curare - con i pochi danari disponibili (per questo non responsabili) - la sicurezza ambientale non giova alla gestione “politica-comparata, cioè di compari”.
Sono d’accordo con te. Aggiungo che quella società civile che tanto viene sbandierata, non è meno responsabile dei suoi rappresentanti. Occorre lavorare su questa, perchè prenda coscienza delle proprie responsabilità e cominci a capire che l’interesse collettivo coincide con quello dei singoli, perchè - alla fine - facendo parte di una comunità, ci si salva tutti insieme o non si salva nessuno.
E’ quindi inutile cercare di fare i furbi e soddisfare egoismi e appetiti personali con scorciatoie e illegalità. Prima o poi si pagano care. Grazie per quello che fai, dicendo la verità senza false ipocrisie che, sicuramente, non aiutano una presa di coscienza collettiva. Aggiungo che quando sarà raggiunto questo obiettivo, i coccodrilli spariranno automaticamente perchè, oltre a non costruire più nei letti dei fiumi e sui pendii collinari in spregio alla natura, la società (in)civile imparerà anche a votare non svendendo il proprio voto (e la propria dignità) per qualche pacco di pasta.
Il delirio d’onnipotenza spinge l’uomo ad arrogantarsi e ad appropiarsi di ciò che talvolta non gli appartiene. Il disastro è frutto dell’incuria politica, sociale e civile in cui versa e riversa lo stato attuale dell’urbanizzazione degli agglomerati di civile abitazione della nostra terra. Che dire? Mi auguro che l’evento di tali dimensioni e portata possa spingere le coscienze di tutti quanti a rimediare affinchè nn si verifichino mai più tali tragedie! A ogni modo, è d’obbligo rivolgere un pensiero alle vittime coinvolte, specialmente ai numerosi bambini decimati dalla furia degli elementi naturali.
Carissimi,
non è opportuno, di fronte a questa immane tragedia, lasciarsi andare a frettolose e generiche analisi.
Io ho frequentato Scaletta Zanclea: ci sono andato in vacanza fin dal 1970. Conosco a fondo la zona, sia di Guidomandri, sia di Scaletta, e un po’ di Giampilieri. Da giovane ho visto scorrere il fiume un paio di volte, sempre con grande violenza, ma senza danni. Queste zone non sono mutate negli ultimi 40 anni, si è costruito molto demolendo il vecchio. La differenza è nell’uso dei terreni, sulle colline, che una volta venivano coltivati a alberi di aranci e limoni, peschi, vigne, ulivi. Oggi cosa c’è? Nessuno che coltiva il terreno. Nessun contadino fa più i terrazzamenti. Capisco la frana. Il perchè della frana. Questo è il motivo. Ma i danni derivati a Scaletta, nella strada principale, no! Se è stato invaso il paese di Scaletta Zanclea dal fango, questo è dovuto alla dimensione di un ponte della ferrovia, largo 4 metri, a fronte della larghezza della fiumara che è di 30 metri. Questo imbuto, alla foce della fiumara, accuratamente evitato dalle telecamere Rai e Mediaset, è quello che ha determinato l’alluvione nel paese di Scaletta Zanclea. Andate a vederlo, visto che nessuno vuole vederlo. Guardatelo. Completamente occluso dalle auto trasportate dalla corrente. Occludere la foce di un fiume, ancorchè secco è stata la pazzia delle Ferrovie dello Stato. Se il ponte della ferrovia fosse stato largo quanto quello di Guidomandri Marina, sarebbe avuto il 5% dei danni, e non sarebbe morto nessuno. E’ troppo dire che è colpa delle Ferrovie dello Stato che, in deroga a tutto, ha riempito lo sfogo a mare di molti fiumi di molti paesi? Non lo so. Io, come molti compaesani sono indignato delle parole di Lombardo alla televisione. Spero che passato il momento di dolore, non vi siano reazioni da parte della gente del posto. Nessun Italiano, dai tempi del Polesine a oggi, nella disgrazia è stato bastonato tanto a parole come la gente incolpevole di questi paesi, e del suo sindaco. Se vogliamo essere ingiusti, parliamo di abusivismo. Ma io in zona devo ancora vedere un reale abuso edilizio. Perchè non c’è. E i vigili sono fiscalissimi, e attentissimi, nel fare verifiche e controlli. Io li conosco, lo so. Sono attonito. Credevo che in sicilia vi fosse per carattere solidarietà vera e fraterna. Come abbiamo sempre fatto nei secoli passati. Invece vedo solo critiche, insulti, e violenze verbali verso chi è nel dolore, avendo perso la casa, figli, genitori. Verso chi non ha più nulla. Vi esorto a guardare questi nostri conterranei con la metà del rispetto che avete avuto con gli affittacamere (a strozzo visto i prezzi che praticavano agli studenti, per case fatiscenti, costruite con il massimo dell’economia, e sabbia di mare, corrompendo il genio civile della città) dell’Aquila. Sarebbe già molto, molto, molto di più di quanto ho visto fino ad adesso. Certo, gli abitanti di Scaletta Zanclea non hanno uno sponsor come Bruno Vespa. Ma se è rimasto qualcosa delle nostre tradizioni, nel nostro cuore, guardiamo alla sofferenza dei nostri concittadini, e cerchiamo la solidarietà. Si ha solidarietà per tutti, sempre, salvo che per i Siciliani? Saremo noi i carnefici di noi stessi? No, spero proprio di no.
Cordiali Saluti,
Eduardo Fren.