I Post dei Bsiciliani

Grazie, grazie, grazie, grazie. Quattro particolari riconoscenze: al sindaco, agli amministratori attuali e ai loro predecessori, agli “eletti” al Consiglio Comunale attuali e ai loro predecessori, ai dirigenti dell’Ufficio Tecnico Comunale attuali e ai loro predecessori.

Queste due morti a causa del del di via Del Carmine, a , queste due innocenti vite sepolte sotto le macerie, sono causa vostra. Li avrete per sempre sulla coscienza, se ne avete una. Questa tragedia era preannunciata e poteva essere evitata.

Ad le case sono crollate per l’imprevedibilità del terremoto, a le case crollano per il disinteresse generale. è allo sfacelo, è una città abbandonata a se stessa. Le strade comunali sono sporche e piene di buche, i servizi pessimi, il crolla giorno dopo giorno. E’ una città senz’anima e senza sogni. Tutto accade sotto i nostri occhi e nessuno fa niente. E’ incredibile!

Non esiste una seria politica al servizio della collettività e, soprattutto, non esiste una vera società civile pronta a scendere in piazza per rivendicare i propri diritti e difendere il valore del bene comune.
C’è davvero da indignarsi, a questo punto, se due innocenti anime muoiono per l’indifferenza, il cinismo, delle istituzioni e dalla società civile. La famiglia delle vittime aveva richiesto l’assegnazione di un alloggio popolare ed è rimasta inascoltata. Le nuove case popolari di contrada Piana dei Peri, mai assegnate, giacciono da anni abbandonate e devastate. Solo ora ci si accorge delle centinaia di case pericolanti sparse per il . Solo ora si pensa di fare evacuare le famiglie a rischio.

Il di cade a pezzi da decenni. Basta fare un giro a piedi per le vie e viuzze e ci si rende conto del dramma in atto. Ovunque si volge lo sguardo si vedono cumuli di detriti di case crollate, fabbricati abbandonati a se stessi, strade e vicoli di una città fantasma dove il tempo si è fermato. Ogni giorno un’anima svanisce, un pezzo di storia va via.

Laddove il Comune di , causa di forza maggiore, è intervenuto ha lasciato ferite ancora più profonde di quelle prodotte dalla vetustà. Transenne e messe in sicurezza da fare pena, degne di una Repubblica delle banane. Uno squallore unico e indescrivibile.

Il primo Piano Regolatore Generale risale ai primi anni ‘80, il secondo è in itinere dal 2000. Mai fatti piani di recupero del , indispensabili per intervenire in questo cronico collasso. Perché? E’ evidente che il bene comune non crea business e speculazione. La politica pensa a come spartirsi poltrone e incarichi e a litigare su chi debba fare l’assessore. Molti dei dirigenti e tecnici (geometri, architetti e ingegneri) dell’Ufficio Tecnico Comunale, che dovrebbero essere i referenti per la salute del tessuto urbano, sono diventati puri speculatori.

C’è chi specula costruendo palazzi in giro per le aree chic di , c’è chi fa progetti faraonici come “ortus” inseguendo la gloria e pappandosi i profitti diretti e indiretti della progettazione e delle future rendite del pianificato business. La stragrande maggioranza della società civile fa parte di un circolo vizioso ed è culturalmente corrotta e collusa e pertanto se ne sta in ossequioso silenzio. Alle pochissime voci libere non viene dato peso, perché sono dei…che non hanno capito un…della vita.

Altro che Europa, altro che mondo civile. A siamo nella terra di nessuno. Mi sento qui in dovere di riportare le parole dell’arciprete di , don , che contrariamente a un suo “collega” non si preoccupa ogni buon mattino di dare la benedizione ai politici attraverso i mass-media: “Preghiamo Dio che non ci condanni, non solo per il nostro peccato individuale, ma anche quello sociale della comunità civica e della stessa comunità cristiana. Il peccato sociale e collettivo, della comunità di generosa e disordinata, ricca di cuore sempre e, a volte, ricca di disprezzo per il prossimo e di rapina della sua dignità, ha provocato questa tragedia. Dio cambi la mentalità dei profittatori, dei pigri, degli speculatori, degli accaparratori, di coloro che mangiano rubando al prossimo e calpestando la giustizia. Di quanti si fossero imboscati nel loro servizio di uffici e di burocrazia nascondendo carte o aspettando che ci si umiliasse a chiedere, a cercare raccomandazioni. Dio cambi il cuore di chi ha fatto apparire come elemosina quanto invece spettava come diritto”.

Parole esemplari e piene di verità che è stata spesso sottaciuta. Chi pensa che da domani a le cose cambieranno è un povero illuso. Presto questo increscioso fatto sarà anch’esso sepolto nelle macerie del dimenticatoio comune e tutto ritornerà come prima, anzi peggio di prima. è di rozza cultura conservatrice e adulatrice di falsi idoli. Zorro della Favela ne è pienamente convinto.


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