I Post dei Bsiciliani

Hanno presenziato in 7 al summit organizzato a fine anno dal misterbianchese, Salvatore Saglimbene, presso il Palazzo del Senato cittadino: oltre al difensore organizzatore, all’incontro che era rivolto ai difensori di tutta la di , erano presenti Francesco Caltabiano di Calatabiano, Domenico Mio di Belpasso, Orazio Arcidiacono di Acireale, Guido Spampinato di Motta Sant’Anastasia, Giuseppe Russo di Acicastello e Giovanna Caruso di Bronte. Gli ultimi tre, abbastanza freschi di nomina.

All’ordine del giorno, il bilancio delle attività che hanno visto impegnate queste figure nell’arco del 2009, tra cui spiccavano le tematiche legate alla gestione delle acque e dei rifiuti. Come è noto, infatti, nel marasma che negli ultimi mesi ha turbato i sonni dei cittadini di molti Comuni della catanese, il triste primato spetta alla discussa gabella sui rifiuti urbani, percepita come vessatoria dalla popolazione per le modalità con cui, dal 2004, essa è stata determinata ed esatta.

A fronte dell’imperversare di ingiunzioni al pagamento della famosa t.i.a. (tariffa igiene ambientale), alle quali si alternavano confusivamente i messaggi contraddittori delle amministrazioni locali e regionali (per cui, per un periodo, si invitava la paziente cittadinanza a pagarla, salvo poi a informarla che ne poteva essere chiesto il rimborso), ancor prima che i cittadini iniziassero a fondare associazioni di autotutela dagli A.T.O., sono stati loro, i difensori civici cittadini, a offrire un muro del pianto, di accoglienza e ascolto allo smarrimento della popolazione, dispensando informazioni e seguendo le pratiche di ogni singola famiglia alle prese con gli effetti collaterali della propria immondizia domestica.

In considerazione del perdurare di questa annosa questione della t.i.a., in seno all’incontro dello scorso dicembre, essa figura ancora nell’agenda dei difensori civici catanesi per l’anno 2010, assieme ad altre, eventuali tematiche, che sono sembrate papabili alla luce delle richieste cittadine degli ultimi mesi.

Tra queste, figura senz’altro quella inerente alla installazione delle antenne di telefonia mobile, all’interno e in prossimità dei centri urbani nonché, repetita iuvant, la prosecuzione della campagna di sensibilizzazione e informazione della cittadinanza verso il servizio offerto dai difensori civici.

Questa autopromozione, forse, a mo’ di rito apotropaico per scongiurare le previsioni cupe della Finanziaria 2010 (L. 191/09), fresca di approvazione che, testo alla mano, alla lettera a) art. 2 comma 176, decreta “la soppressione della figura del di cui all’articolo 11 del testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267”.

Tale soppressione si collocherebbe all’interno di una lunga lista di tagli, nella quale ballano, tra l’altro, anche il 20% delle poltrone degli attuali consiglieri e assessori, nonché quelle dei Direttori generali, passando per i fondi finora destinati alle comunità montane.

“Si presume – spiega Spampinato – che le figure che attualmente ricoprono l’incarico di svolgano il proprio mandato a esaurimento. Per il resto, l’unica cosa che si deve attendere è la conoscenza delle modalità con cui le Regioni a statuto speciale, quindi anche la Sicilia, recepiranno le nazionali Disposizioni in materia”.

A suffragio delle previsioni del mottese, si esprime anche il comma 173 art. 2 della summenzionata Legge Finanziaria 2010, che incarica le Regioni a statuto speciale di provvedere “ad adottare le disposizioni idonee a perseguire le finalità di cui ai commi da 174 a 177 [quelli, appunto, relativi alle riduzioni di spesa in parola, ndr] in conformità ai rispettivi statuti e alle relative norme di attuazione”.

Alla luce dell’indiscusso e positivo riscontro che l’operato di quello che i cittadini chiamano “l’ comunale” ha incassato in questi anni di servizio, ci si auspica che la declinazione locale della normativa nazionale si muova per mantenerne in essere le funzioni,

A quel punto, rimarrebbe da monitorare che questa stessa, eventuale gestione locale del servizio, non finisca col prestare il fianco ad altre possibili problematiche, non da ultimo quella dell’assoggettamento delle nomine alle logiche clientelari e del voto di scambio.

E non siamo sicuri che questa sia, effettivamente, un’altra storia…

Angelina De Luca

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