…dopo il più classico “cappotto” che il centrodestra ha inflitto alla Sicilia in occasione delle elezioni politiche del 2001 - conquistando tutti i seggi che il nostro parlamento gli offriva - per una strana legge del contrappasso, potrebbe essere proprio la Sicilia adesso a costare cara al Pdl.
Non di certo perchè gli elettori dell’isola abbiano deciso di non votare più per il partito monarchico di Silvio Berlusconi - anzi - ma perchè alcuni dei suoi ex (?) fedelissimi siciliani sono stati protagonisti di un’altra separazione eccellente, consumatasi oltre un anno fa tra gli scranni dell’Ars.
Mentre scrivo sono ancora in attesa - come tutti - della replica di Gianfranco Miccichè, che risulta essere rimasto a Roma dopo la conclusione della direzione del partito, forse con la speranza di potersi chiarire privatamente col grande capo.
Lo stesso che ha promesso di occuparsi dell’affaire Sicilia martedì. Io aspetto…e spero in un altro cappotto. Ma no, che avete capito? Non mi riferisco alla doppia valenza di significato che questo termine ha in Sicilia, non mi riferisco al cappotto di legno…per interderci. Io spero solo nel contro cappotto.

Do ut des
Una monovalenza no, eh?
Così va la politica, da sempre. Qui, alle basse latitudini, ancor di più.