economia

Buongiorno redazione di BSicilia.
Scrivo da , mi chiamo Nino e sono un lavoratore con contratto a tempo indeterminato presso il , che fa capo (o, almeno, faceva capo) a Phonemedia. Il gruppo Phonemedia è leader in Italia nell’erogazione di servizi di telemarketing e business process outsourcing.

E’ stato fondato nel 2002, nel 2004 è entrato attivamente nel mercato latino americano attraverso l’acquisizione di strutture e personale operativo in Argentina. Dopo un veloce crescita ed espansione, nel 2005 è stato riconosciuto come leader italiano nel settore dei contact center, in particolar modo nel settore outbound. Nel 2006, l’acquisizione della Wccr s.r.l. determina un ampliamento delle proprie strutture e risorse, permettendo al gruppo di poter consolidare la propria leadership su tutto il territorio italiano.

Nel 2007 e nel 2008 continua l’ascesa del gruppo attraverso l’acquisizione di alcune società di settore come Answers s.p.a., Omniacall s.p.a. e Televoice s.p.a., completandone la presenza territoriale di sedi operative e di personale, rendendo Phonemedia leader nei servizi e di supporto alle più importanti aziende clienti.

Grazie alla competenza professionale dello staff che lo compone, alla formazione, all’inserimento, allo sviluppo del personale e ai sistemi tecnologici più avanzati che utilizza, oggi Phonemedia conta 13 sedi in tutta Italia e una a Buenos Aires, per un totale di circa 7000 Addetti. Le sedi che compongono il gruppo sono sparse per l’Italia: , Vibo, Catanzaro, Bari, Monza, Pistoia, Trino Vercellese, Novara, Bologna, etc.

E ‘ di dominio pubblico, come si può rilevare anche sul web, che nel Mezzogiorno d’Italia l’azienda abbia usufruito della legge 488 e dei contributi POR per la creazione dell’occupazione. Si tratta di circa 12 milioni di euro solo tra Vibo e Catanzaro. Questi contributi vengono erogati affinchè si creino posti di .

Avendo avuto così soldi pubblici e sgravi fiscali, come si fa a non avere soldi per gli stipendi dei lavoratori? A un certo punto, infatti, l’azienda dice di avere difficoltà, dovute alla crisi mondiale e chiede solidarietà ai lavoratori. Da quel momento gli stipendi vengono divisi in 2 tranche: il 10 e il 20 di ogni mese.

Queste date non vengono mai rispettate, senza dare alcun preavviso. Si comincia così a non capire più nulla, ma con la promessa che a giugno si sarebbe aggiustato tutto, per poi slittare a luglio, ad agosto, a settembre, a ottobre e, nel frattempo, a sorpresa, arriva la notizia che Phonemedia vende a .

è la stessa azienda che ha comprato (ex-Olivetti), una società altamente specializzata che fornisce assistenza a computer e reti informatiche di Ministeri, Comuni, Province, Asl, molti appalti pubblici e che non paga gli stipendi dei propri lavoratori da giugno.

Se una società debole si fonde con una società ancora più debole, cosa succede? I debiti dell’una unita ai debiti dell’altra cosa possono produrre? Gli avvocati che stanno assistendo alcuni dipendenti contro le tre società - , Agile e - dicono: “ ha trovato un sistema complesso per liberarsi di più di 2mila dipendenti, per non pagare 54 milioni di euro di trattamenti di fine rapporto e per ottenere vantaggi fiscali”.

Gli avvocati aggiungono inoltre: “ ha simulato la cessione di un ramo d’azienda, ma i dipendenti sono stati semplicemente trasferiti a una sua costola. Si tratta di fatto della stessa società. La Agile è stata venduta a per allontanare la responsabilità di un’eventuale bancarotta fraudolenta dagli amministratori dell’azienda madre, . La prova che, nel contratto di vendita di Agile, s’impegna a non intentare alcuna azione legale contro gli amministratori di . Con l’intreccio di queste tre società, riesce a eludere costi enormi”.

Personalmente, penso che fallirà presto: probabilmente entro un anno. Sarà quindi lo Stato a doversi fare carico dei costi dei lavoratori. La procedura fallimentare prevede che ai dipendenti di società fallite vadano ammortizzatori sociali. Ma ecco lo scandalo. Ci dicono ancora gli avvocati: “Vengono bruciati posti di e soldi pubblici, a solo vantaggio di (fonte: http://www.pasteris.it/blog/2009/10/14/come-licenziare-duemila-persone-senza-che-nessuno-se-ne-accorga/). Ma il nostro problema non è la crisi in cui versa (o non versa) oggi Phonemedia-, non attribuibilie tra l’altro alla crisi economica mondiale, ma che affonda le sue radici nella gestione da parte di imprenditori che giocano a fare e disfare società come se giocassero con i Lego, al solo scopo di mettere le mani su risorse finanziarie e immobili”.

In mezzo a tutto questo, ci siamo noi lavoratori. Gli stipendi arrivano, da 12 mesi, divisi in due, con forti ritardi: chi non riusce a pagare l’affitto, chi ha mutui, chi ha rate della macchina…e il ritardo del pagamento di una metà (e sottolineo metà!) dello stipendio arriva a un mese e mezzo. Il 21 ottobre ci hanno pagato solo la prima tranche del mese di agosto, cioè lo stipendio di due mesi e mezzo fa. Metà stipendio di due mesi e mezzo fa!

Nella sede di Novara due persone hanno raggiunto l’apice dell’esasperazione e si sono presentati con il coltello per avere notizie del pagamento del prossimo stipendio. (Fonte: http://www.novaraoggi.it/leggi.php?artID=1240850).

Ogni giorno ci sono forti tensioni in tutte le altre sedi, malori, gente sull’orlo della depressione. E’ stato aperto un tavolo presso il Ministero dello Sviluppo Economico per chiarire le intenzioni dell’azienda, la possibilità di erogare normalmente gli stipendi, ma soprattuto è stata richiesta la presentazione di un piano industriale che chiarisca il futuro dell’azienda e delle 10.000 persone che vi lavorano (tra e Phonemedia), 10.000 famiglie che allo stato attuale non hanno nessuna certezza per domani. Padri e madri di famiglia che non sanno cosa dare da mangiare ai propri figli, mentre le banche e le finanziarie telefonano ogni giorno per pretendere che si onorino le rate del mutuo.

Due giorni fa si è svolto uno sciopero nazionale del gruppo, ma l’azienda non sì è presentata al tavolo delle trattative. Chiediamo allo Stato di impegnarsi e costringere l’azienda a rispettare le promesse e gli impegni presi. Quello che per gli operatori di tutta l’Italia pretendono è che le Istituzioni, a tutti i livelli - i Comuni, le Province, le Regioni, le Prefetture, il Governo - non li abbandonino. Quella di Phonemedia- è una tra la vertenze più grandi attualmente aperte: una tra le aziende in crisi con un alto numero di posti di a rischio, con un grandissimo impatto sociale, perchè 10.000 famiglie domani potrebbero ritrovarsi in mezzo a una strada.

Post correlati



Discussione

Nessun commento per “…e ci parlano di posto fisso?!?!”

Lascia un commento

Pubblicità

Slideshow

Get the Flash Player to see the slideshow.