Venerdì, alle 18, presso i locali del teatro comunale “Re” di Licata si svolgerà un consiglio congiunto tra i Comuni di Licata, Gela e Butera per dar vita a un’azione unitaria contro ogni ipotesi di realizzazione di impianti eolici off-shore in questo tratto di costa.
In questi ultimi giorni, leggiamo sempre più spesso prese di posizione sugli impianti eolici off-shore (quelli costruiti direttamente a mare, n.d.a.) da realizzare di fronte alle nostre coste. Progetti già iniziati da alcuni anni, in sordina. Le comunità locali non sono mai state coinvolte e informate in modo adeguato al riguardo, così da non poter esprimere la propria opinione in maniera consapevole.
Oggi la costa del Golfo di Gela sta lentamente conoscendo uno sviluppo di insediamenti turistici non indifferente. Basti pensare alle nuove realtà turistiche, soprattutto nel territorio di Butera e di Licata, ma anche alle proliferazioni di lidi balneari e di strutture ricettive di piccole dimensioni.
C’è un maggior impegno delle amministrazioni nella manutenzione e salvaguardia delle spiagge, c’è finalmente una migliore qualità del mare, oltre che una strada che collega quest’ultimo all’entroterra.
Ma ci sono pure due progetti per l’installazione di oltre 150 pale eoliche nel nostro mare. La Mediterranean Wind Offshore propone la costruzione di 38 torri, tutte concentrate di fronte la costa buterese, a soli 3,8 km dalla spiaggia. La proposta ha già ricevuto il parere negativo del Consiglio e della Giunta Comunale di Butera, ma continua il suo iter come se nulla fosse.
L’Enel propone, invece, un progetto di 115 pale eoliche che va dalla costa gelese a quella licatese, passando per quella buterese, a 6 km dai bagnanti. Anche questa ha ricevuto parere negativo dal Consiglio e dalla Giunta Comunale di Gela.
Risultano a questo punto incomprensibili le dichiarazioni dell’amministratore delegato dell’Enel, Fulvio Conti, che parla di “Esempio virtuoso di collaborazione tra impresa e istituzioni locali”.
Sotto l’aspetto tecnico-ambientale ci sarebbe molto da dire. Ma vorrei solamente far notare che la gran parte delle centrali eoliche off-shore d’Europa, sia realizzate che ancora da realizzare, sono ubicate a distanze dalla costa che vanno dai 10 ai 40 km e in zone scarsamente turistiche.
Inoltre, io non sottovaluterei affatto l’impatto ambientale dei cavidotti e delle cabine di trasformazione, sia durante la realizzazione delle centrali, che dopo. E, infine, resta spazio anche per l’aspetto economico del tutto.
In un momento in cui anche l’assessore regionale all’Industria, Pippo Gianni, rivendica più ritorni economici per le concessioni petrolifere e la compartecipazione per le nuove concessioni, ci vengono proposte convenzioni da miseria, come se il nostro mare e le nostre coste valessero solo qualche centinaio di migliaia di euro.
Mi pare che siamo di fronte un nuovo colonialismo.
Silvio Scichilone, consigliere comunale di Butera.
E voi, cosa ne pensate?


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