L’incontro promesso, al Comune di Palermo, con l’Apas non era neanche stato fissato! Ancora una volta si gioca con la vita di 82 famiglie. I nostri amministratori non hanno dato loro nessuna risposta: hanno semplicemente deciso di ignorarli.
E, non solo non prendono misure per evitare che tonnellate di materiale riciclabile finiscano in discarica, cosa per la quale pagheremo pesanti multe alla comunità europea, ma bloccano chi quei materiali li ha raccolti, facendo risparmiare alla città i soldi per il loro conferimento in discarica e sostenendosi con i soli contributi riconosciuti dal Conai.
In pratica i nostri amministratori potrebbero in una sola mossa:
* risolvere un problema sociale
* evitare un danno ambientale sottraendo i materiali riciclabili alla discarica
* far risparmiare soldi ai cittadini
Invece, continuano a essere assenti esasperando i cenciaioli che chiedono solo di lavorare legalmente, pagando i contributi e senza gravare sulle casse del Comune.
Ci chiediamo: come mai il prefetto non interviene? In una terra in cui la lotta alla mafia si fa soprattutto creando posti di lavoro, si rende conto il nostro prefetto che questa sua assenza è quasi un’istigazione a delinquere?
Di fatto, si sta chiudendo la porta in faccia a chi quel lavoro era riuscito a crearselo legalmente. Qualsiasi altra città avrebbe fatto di tutto per fregiarsi dell’iniziativa dell’Apas, Palermo decide di ignorarli.
Ora, ad aggravare la situazione, c’è pure una denuncia nei confronti del presidente dell’Apas, Gabriele Dulcetta, reo di aver cercato di ottenere un incontro con l’amministrazione. Tutto questo ha l’effetto di far perdere ai cenciaioli la fiducia nelle istituzioni e privare Palermo di lavoratori che, in un mese, erano riusciti a raccogliere più carta e cartone di quanto riesce a raccoglierne Roma in un anno!


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