Quando arrivano in fondo a viale Strasbugo e si immettono in via Lanza di Scalea, automobilisti e motociclisti sanno che stanno per varcare un confine proibito (e proibitivo): quello tra Palermo e la sua Zona Espansione Nord, meglio conosciuta come Zen.
Allo Zen, infatti, si trovano sia il Velodromo che lo stadio di baseball (che mantiene ancora oggi il suo beffardo nome di battesimo, “Diamante”) di Fondo Patti, strutture (fatiscenti) in cui si sono allenati o si allenano tuttora i ragazzi dell’Adv Holding Palermo Rugby, che non rappresenta solo la squadra cittadina militante nel campionato di serie B, ma anche quella di serie C e tutte le “under” allenate.
Allo Zen, inoltre, dal 20 novembre al 13 dicembre, diviso tra il “Diamante” di Fondo Patti e l’istituto comprensivo “Leonardo Sciascia”, si è svolto il progetto “Fare squadra per vincere – Il rugby scende in campo contro il bullismo”.
Si è trattato di un corso di lezioni teoriche e, soprattutto, pratiche per insegnare ai ragazzini di tre scuole medie (la Leonardo Sciascia appunto, ma anche l’Ernesto Basile e la Guglielmo Marconi) le regole di questo sport sempre più popolare in Italia.
Perché il rugby è spesso scontro fisico, ma solo in campo e nel più completo rispetto delle regole e degli avversari, che rimangono tali solo nell’area di gioco, non fuori.
Durante l’ultimo allenamento dei ragazzini, precedente il torneo a squadre miste che si è disputato domenica (prima della partita di campionato dell’Adv Holding Palermo Rugby), abbiamo incontrato alcuni dei protagonisti di questa attività e questo è quello che ci hanno detto.
“Insegno da 17 anni in una scuola che, da 25, attende la sua nuova sede e da 12 tira avanti con una palestra inagibile – ha dichiarato Maria Teresa Inzerillo, docente dell’istituto comprensivo Ernesto Basile – A questi numeri, da quest’anno va aggiunto il 21, come i ragazzi che ho accompagnato per un mese a Fondo Patti per partecipare al progetto”.
Tiziana Guccione, madre di Eugenia, alunna dell’istituto comprensivo Guglielmo Marconi, unica ragazzina della sua scuola – tra 20 – ad aver aderito al progetto è entusiasta, come la figlia: “Anche se il rugby viene solitamente considerato uno sport da ragazzi, in questo caso sono state le ragazze ad accettare di giocare con i loro compagni maschi. Mia figlia, per esempio, nonostante faccia già ginnastica artistica a livello agonistico è rimasta letteralmente stregata da questo sport”. Tanto da dirmi, a fine allenamento, davanti sua madre: “Anche se il progetto è appena finito, io voglio assolutamente continuare”.
Ma chi ha reso possibile tutto questo? Due persone. La prima, Rosastella Amoroso, docente dell’istituto comprensivo Guglielmo Marconi, ci ha spiegato: “Ho insegnato alla Leonardo Sciascia per 11 anni, prima di arrivare nella mia attuale scuola. Quando ho messo nero su bianco questo progetto, mi è venuto naturale decidere di coinvolgerla. Io accompagno qui i figli della cosiddetta ‘Palermo bene’ che non avevano mai messo piede allo Zen prima d’ora. E, di contro, i figli dello Zen non erano mai entrati in contatto con loro prima d’ora. Il risultato di questo esperimento è stato davvero sorprendente, perché i ragazzi sono diventati tutti molto amici tra di loro”.
La seconda persona che ha reso possibile tutto questo, Bruno De Cristofaro, coordinatore del progetto, ci ha rivelato: “Abbiamo coinvolto tre diversi livelli: lo sport, la scuola, la società. Un’iniziativa del genere era già stata realizzata a Roma, ma per una sola giornata. A Palermo abbiamo pensato di articolare il tutto diversamente e, dopo Natale, replicheremo a Enna”.
Scattando qualche foto tra i giovani allievi (la loro età media è di 12 anni) durante il loro allenamento, abbiamo incontrato anche Graziano Ippolito, docente dell’istituto comprensivo Leonardo Sciascia, totalmente immerso in una serie di passaggi della palla ovale con i ragazzi.
Vincenzo Pintagro, docente di educazione fisica e allenatore dell’under 14 della società del Palermo Rugby, ha invece annunciato che presto presenterà la prima squadra femminile di questo sport, considerati gli ottimi risultato ottenuti soprattutto tra le ragazze.
Un successo su tutta la linea, insomma. Ma a che prezzo?
“Il patrocinio del Coni e quello dello Iusm (Istituto Universitario Scienze Motorie, n.d.r.) sono a titolo gratuito – ci ha spiegato ancora una volta Rosastella Amoroso – Il Palermo Rugby ci ha fornito gli allenatori (che altri non sono che i suoi stessi giocatori, n.d.r.) e la struttura, i docenti hanno lavorato gratuitamente (almeno finora)”.
Probabilmente, quest’ultima dichiarazione non necessita di alcun commento aggiuntivo.


















[...] 13, saranno presso la scuola Borgese di Palermo in occasione della giornata dedicata al progetto “Fare squadra per vincere”, voluto fortemente da Bruno De Cristofaro e coordinato dalla docente della scuola Marconi, [...]
[...] poi in palestra a mettere in pratica quello che era stato visto. È stata un successo la giornata “Fare squadra per vincere” che ha coinvolto quattro classi della scuola media Borgese di Palermo (I N, II N, III N, III L) che [...]
[...] C – in prima squadra, ma avremo anche bisogno di fare nuovi acquisti. Replicheremo il progetto “Fare squadra per vincere” e tenteremo di far partire quello con il carcere minorile Malaspina, naufragato quest’anno per [...]