Un commento per “Fuori la mafia dallo Stato o fuori lo Stato dalla mafia?”
Che tristezza di cerimonia! In via D’Amelio si è consumata una delle tragedie più assurde e più logiche del XXI° secolo: ma dov’è la consapevolezza? Una via deserta, vociante solo da poche decine di giovani, un politico quasi in soggezione circondato da decine di protettori e con tiratori scelti sui balconi che a una domanda ben precisa e provocatoria risponde: No, secondo me Mangano non fu un eroe. Un’asserzione così ovvia, così ampiamente suffragata dai fatti che presuppone un atto di coraggio da parte di un politico navigato come Fini. Ecco dov’è la tragedia! C’è chi ancora ostenta foto a braccetto con pluricondannati in appello per mafia, ma di mafia quella vera, confondendo politica e malcostume, corruzione e malgoverno, con una sana amministrazione e trova infimi vassalli che
in questa infinita ostentazione trovano motivi di compiacimento, chinando sempre al testa, pur di partecipare allo spolpo di una misera italia. Ecco dov’è la tragedia! E c’è pure chi in modo non certo subdolo, ma addirittura compiacendosi della propria dottrina, annuncia in una affollata assemblea che il suo simbolo di eroe antimafia è solo Giovanni Falcone. E giù applausi a scrosciare. Ecco dov’è la tragedia! Povera patria (da “Come un cammello in una grondaia”, 1991).
Povera patria! Schiacciata dagli abusi del potere di gente infame, che non sa cos’è il pudore, si credono potenti e gli va bene quello che fanno; e tutto gli appartiene. Tra i governanti, quanti perfetti e inutili buffoni! Questo paese è devastato dal dolore…ma non vi danno un po’ di dispiacere quei corpi in terra senza più calore? Non cambierà, non cambierà…no cambierà, forse cambierà. Ma come scusare le iene negli stadi e quelle dei giornali? Nel fango affonda lo stivale dei maiali. Me ne vergogno un poco, e mi fa male vedere un uomo come un animale. Non cambierà, non cambierà…sì che cambierà, vedrai che cambierà. Voglio sperare che il mondo torni a quote più normali, che possa contemplare il cielo e i fiori, che non si parli più di dittature, se avremo ancora un po’ da vivere…La primavera intanto tarda ad arrivare.
Che tristezza di cerimonia! In via D’Amelio si è consumata una delle tragedie più assurde e più logiche del XXI° secolo: ma dov’è la consapevolezza? Una via deserta, vociante solo da poche decine di giovani, un politico quasi in soggezione circondato da decine di protettori e con tiratori scelti sui balconi che a una domanda ben precisa e provocatoria risponde: No, secondo me Mangano non fu un eroe. Un’asserzione così ovvia, così ampiamente suffragata dai fatti che presuppone un atto di coraggio da parte di un politico navigato come Fini. Ecco dov’è la tragedia! C’è chi ancora ostenta foto a braccetto con pluricondannati in appello per mafia, ma di mafia quella vera, confondendo politica e malcostume, corruzione e malgoverno, con una sana amministrazione e trova infimi vassalli che
in questa infinita ostentazione trovano motivi di compiacimento, chinando sempre al testa, pur di partecipare allo spolpo di una misera italia. Ecco dov’è la tragedia! E c’è pure chi in modo non certo subdolo, ma addirittura compiacendosi della propria dottrina, annuncia in una affollata assemblea che il suo simbolo di eroe antimafia è solo Giovanni Falcone. E giù applausi a scrosciare. Ecco dov’è la tragedia! Povera patria (da “Come un cammello in una grondaia”, 1991).
Povera patria! Schiacciata dagli abusi del potere di gente infame, che non sa cos’è il pudore, si credono potenti e gli va bene quello che fanno; e tutto gli appartiene. Tra i governanti, quanti perfetti e inutili buffoni! Questo paese è devastato dal dolore…ma non vi danno un po’ di dispiacere quei corpi in terra senza più calore? Non cambierà, non cambierà…no cambierà, forse cambierà. Ma come scusare le iene negli stadi e quelle dei giornali? Nel fango affonda lo stivale dei maiali. Me ne vergogno un poco, e mi fa male vedere un uomo come un animale. Non cambierà, non cambierà…sì che cambierà, vedrai che cambierà. Voglio sperare che il mondo torni a quote più normali, che possa contemplare il cielo e i fiori, che non si parli più di dittature, se avremo ancora un po’ da vivere…La primavera intanto tarda ad arrivare.