Egregio Assessore Massimo Russo,
Dio, la casa di cura “La Maddalena” di Palermo, e forse anche Lei, ha contribuito alla scomparsa della nostra amatissima e adorabile Laura (Barraco).
La sanità in Sicilia è nel caos: i tagli fatti hanno penalizzato maggiormente la povera gente e soprattutto i malati oncologici. Le case di cura, come “La Maddalena”, ricevono adesso meno denaro e, di conseguenza, si sono organizzati a discapito dei malati . Se prima le cure avvenivano in ricovero e fatte meticolosamente, adesso, per risparmiare, vanno effettuate in day hospital e in modo molto approssimativo.
Tutto ciò è avvenuto dopo la sua nomina. In cinque anni di lotta e sofferenza ho sopportato di tutto, ma negli ultimi sette mesi si è verificato un cambiamento in negativo e i pazienti sono diventati numeri e non più persone.
Laura (mia moglie), in cinque anni è stata seguita in maniera attenta e paziente dalla dottoressa Taormina. Al 28 dicembre 2008 la malattia era sotto controllo e tutto faceva presagire che la vita di Laura potesse continuare ancora per anni.
Ora, se è stato per i tagli da lei fatti, o per altri motivi, non lo so. So soltanto che con l’allontanamento del dottor Marrazzo e della dottoressa Taormina, i pazienti da loro seguiti sono stati abbandonati al loro destino.
Secondo una mia ipotesi, sapendo di dover andare via, per ripicca, hanno nutrito poco interesse per i loro assistiti. Prima a “La Maddalena” c’era un’equipe che si occupava dei malati oncologici: ognuno di loro seguiva un determinato numero di pazienti e, per i controlli, li ricevevano nei loro ambulatori privati, a costo di non indifferenti somme di denaro da pagare.
Ora tutto è passato in mano al dottor Gebbia. I pazienti, in numero esagerato, devono essere seguiti da lui e le somme che si pagano, per i controlli, vanno direttamente alla struttura. Ecco, secondo me, come recuperano somme di denaro da lei tagliate. Una persona sola non può seguire tanti malati oncologici, a meno che non sia parente o figlio di Dio.
Il risparmio lo ottengono, sempre secondo me, con le pillole a casa, che non sempre hanno dato risultati positivi. Poi si sono allungati i tempi di attesa per un emocromo e non si effettuano più, come prima, elettrocardiogrammi: si appesantisce enormemente, insomma, anche la sofferenza psichica dei pazienti.
Tutto è diventato come una catena di montaggio di una qualsiasi industria. Anzi, dico di più: di uno degli investimenti più lucrosi del millennio. Penso anche, e spero di sbagliarmi, che l’acquisto dei medicinali sia imposto dalle multinazionali e che le cliniche, adesso per risparmiare, comprino quelli meno costosi a discapito della salute dei pazienti.
Mi permetto, da uomo comune e della strada, di suggerirle come risparmiare e fare i giusti tagli alla sanità. Ogni giorno i giornali riportano articoli sulla sanità siciliana: tagli qua, tagli là; ospedali che si ribellano, posti che diminuiscono, guerre per la nomina dei manager, ecc. Ma non ho ancora capito a cosa servono i manager…
Tutti i dirigenti, impiegati all’assessorato alla Sanità cosa fanno? Eliminiamo i manager e risparmiamo ingenti somme di denaro. A che cosa servono le commissioni Asl per esaminare le invalidità civili, per le 104, ecc.?
Queste commissioni sono costituite dagli stessi medici da decenni. Dice il popolo che, alcune volte, favoriscono qualcuno sano a discapito di qualche altro veramente ammalato. Eliminiamoli e risparmiamo altre somme di denaro.
Basterebbe la documentazione rilasciata da strutture Pubbliche o convenzionate per stabilire l’invalidità civile, 104, ecc., e presentarle direttamente al Prefetto. Nessuno mai ha verificato i possedimenti di costoro prima e dopo essere stati nominati in tali commissioni?
Nessuno mai ha verificato quanti galoppini girano attorno a questi? Nessuno mai ha verificato come prendono i voti alcuni consiglieri comunali, provinciali, onorevoli?
Come mai quasi tutti i medici candidati riescono a farsi eleggere? Come mai alcuni sindacalisti vengono eletti? Come mai alcuni impiegati di Asl vengono eletti? Tutto fa presagire che favoriscono qualcuno: amici, amici degli amici… Eliminiamo, ripeto, tali commissioni che gravano sul bilancio sanitario e non servono a niente, anzi servono a ingrassarsi di denaro e prendere voti.
Perchè non propone che i medici, in quanto professionisti seri e preposti alla salute dei cittadini, non possono candidarsi in quanto c’è conflitto d’interesse? Perché non si fa un controllo serio e sistematico sulle fatture non rilasciate da specialisti vari? Si potrebbero reperire somme di denaro da rinvestire in Sanità.
Come fanno a comprare ville, macchine lussuose, barche se dichiarano somme simili a quelli di un semplice impiegato? Inoltre, la burocrazia in questi tristi e sofferenti cinque anni ha pesato enormemente su di noi come su tutti i malati, non solo oncologici.
L’umiliazione subita durante le visite per ottenere l’invalidità ha contribuito a rendere tutto più difficile. Niente si è fatto finora per alleviare sia economicamente che mentalmente la grande sofferenza degli ammalati oncologici. È il male del secolo e tutti, direttamente o indirettamente, saremo coinvolti, secondo il mio modesto parere.
Speravo che lei, divenuto assessore alla Sanità, apportasse delle novità positive. Fino adesso sono rimasto deluso e contemporaneamente arrabbiato per quello che ho subito. Forse non si rende conto (spero sia in buona fede) che con i suoi tagli ha penalizzato chi soffre e che spera di vivere gli ultimi anni, mesi ,giorni della propria vita serenamente.
È difficile convivere con la morte sapendo che da un momento all’altro te ne andrai e lascerai i tuoi cari nella più totale disperazione.


Certamente tutte le persone malate esigono rispetto e attenzioni, nei vari nosocomi siciliani. Ma purtroppo non è cosi. Premetto che io vivo all’estero, ma i miei genitori dopo anni di vita d’immigrazione, sono rientrati nel loro “adorato” paese in provincia di Trapani. Mesi fa mio padre ha accusato problemi cardiocircolatori. Ed è iniziata l’avventura. Mio padre, quando ha sentito le prime avvisaglie dei disturbi, si è recato dal medico di famiglia, che come al solito non si trova mai. Dopo parecchi andirivieni dal pronto soccorso del paese, non gli sapevano dare una diagnosi. Così, in serata, quando i sintomi era più evidenti, mia madre richiama il medico, e finalmente constata la pressione altissima, gli fa prendere una pastiglia, e gli dice d’andare la mattina dopo nell’pspedale più vicino: a Castelvetrano. Lì, dopo parecchia attesa, gli dicono che non c’e’ posto. E per fare una Tac dovevano trasportarlo a Mazara del Vallo. Mia madre rimane a Castelvetrano da sola e si deve arrangiare a tornare a casa (lei non guida). Dopo aver fatto la Tac a Mazzara, viene trasferito aell’Ospedale di Salemi. Dopo alcuni giorni di degenza, la diagnosi è otturazione delle carotidi. Dall’ospedale di Salemi viene dimesso, con un appuntamento per sottoporsi a una posa di uno stand. Io parto immediatamente dal mio domicilio all’estero. Così posso essere lì per accompagnare i miei in ospedale. E quell’ospedale mi ha lasciato basita: non credevo che nel 2010 i nostri ospedali fossero ancora in quelle condizioni. Letti senza lenzuola, al posto delle lenzuola dei teli di carta, cuscini pieni di macchie. In camere da 4 posti, 1 campanello! Nel bagno una vasca piena d’incrostazioni, pappagalli e padelle sporche. Non c’era sapone nè disinfettanti per le mani (in tutto il mondo si fa una gran propaganda per evitare le infezioni nosomiali). Gli infermieri poco professionali, non ti sanno rispondere adeguatamente. Il paziente deve rimanere a digiuno prima dell’intervento? A mio padre stavano servendo la colazione! Tutto ciò non dovrebbe proprio accadere. Per fortuna, l’intervento è andato bene. Anche se i dottori all’uscita dicevano che gli avrebbero fatto una chiamata dopo circa un mese, per fare una visita di controllo…che non c’e più stata. Son passati più di 6 mesi. Perchè gli ospedali funzionano così? Chi me lo spiega? Le cose devono cambiare, per non dare ancora più pensieri agli ammalati e ai loro parenti, che già vivono periodi pesanti! Grazie, e scusate lo sfogo…
Buongiorno, mi sto rileggendo e sto notando che ho saltato un dettaglio importante: l’Ospedale di cui parlo è quello di Sciacca. Cordiali saluti e grazie per il vostro lavoro: che possa aiutare a fare vivere meglio tutti i Siciliani. Rosy