Semplicemente un sogno? Forse. Oppure è finzione il mondo di cartapesta in cui spesso triboliamo? Chissà.
Questo pensava Andrea, percorrendo l’immenso salone di quello sconfinato edificio.
Cercandone il principio e la fine gli occhi si perdevano: alle pareti tanti libri, diversi nei colori e nelle forme, dentro quei volumi le storie di tutti, vivi, morti e nascituri.
“Dio è allora un grande scrittore e con infinita fantasia inventa le mille nostre vite, destinandoci la sorte che al momento più gli aggrada?”
Questo pensava Andrea, cercando intanto con frenesia il romanzo della sua vita.

















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