Ieri, come ogni mattina, sono andata al lavoro. Per la prima volta, dopo non so quanto tempo, ero contenta. Felice, a tratti. Davvero. Col sorriso sulle labbra ho percorso tutta la strada per arrivare in ufficio, sono entrata nella stanza che divido con due colleghi e mi sono seduta dietro la mia scrivania.
Ma l’idillio è durato poco. E’ stato, sufficiente, infatti, che facessi la rassegna stampa per cancellare quel sorriso sulla faccia. E’ bastato leggere questi titoli: “Cuffaro, chiesto rinvio a giudizio per concorso in associazione mafiosa”, “Berlusconi prepara un’altra mossa: via il concorso esterno in reati di mafia”, “Palermo, la preside non espone il crocifisso e il sindaco è pronto a multarla”, “Cosentino, giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera respinge la richiesta di arresto”.
Insomma, i magistrati cercano di processare l’ex governatore siciliano e il presidente del consiglio italiano che fa? Cerca di depenalizzare anche il reato di concorso esterno in associazione mafiosa. E perchè? Perchè, oltre al suo braccio destro, Marcello Dell’Utri, anche lui rischia di essere rinviato a giudizio per lo stesso motivo.
A Chiusa Sclafani, in provincia di Palermo, una preside non “espone” il crocifisso nella stanza in cui lavora e rischia di dover pagare 500 euro di multa. Poco importa che il sindaco del paese, in netto contrasto con la sentenza della Corte suprema di Strasburgo, abbia ordinato di «mantenere il crocifisso nelle aule scolastiche e negli uffici pubblici del Comune di Chiusa Sclafani, come espressione dei fondamentali valori civili e culturali dello Stato italiano».
Come dire, insomma, “che siate credenti, oppure no, non me ne frega assolutamente niente. O esponete il crocifisso o pagate le multe”. E che celerità nell’attuazione del nuovo dictat! Solitamente, la macchina burocratica italiana è molto più lenta. Probabilmente, però, dato che sono questi i reali problemi del paese - non le mafie, la corruzione, il malaffare in generale - è un bene che questo impeccabile sindaco sia stato così celere.
E non è finita qui. Già, perchè proprio a rimarcare le nuove imprescindibili priorità della Repubblica delle Banane, arriva il voto della giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera, che nega la richiesta di arresto per Nicola Cosentino.
Candidato in pectore del Pdl per la guida della Regione Campania, oltre che attuale sottosegretario di Stato all’Economia e alle Finanze, Cosentino è accusato di essere uomo in Parlamento dei Casalesi, gli stessi camorristi che - tanto per dirne una - hanno già da tempo emesso la loro condanna a morte nei confronti di Roberto Saviano.
Insomma, ce n’è abbastanza per smettere definitivamente di sorridere. Per questo o per fare definitivamente le valigie. Per questo o per decidere che la misura è veramente colma e adottare misure più drastiche.

















Proprio per i motivi di cui parli e per molti altri a essi correlati, sento che pian piano sto smettendo di “appartenere” a questo posto…se prima avevo tanta voglia di cambiarlo, adesso mi chiedo se sia giusto volere un cambiamento. Se alla “maggioranza” le cose stanno bene così, che diritto abbiamo noi -minoranza…- di imporre il nostro modo di vedere le cose? Abbiamo lottato tanto e continuiamo a farlo, ma forse dovremmo renderci solo conto del fatto che il “nostro” cambiamento non sarebbe condiviso. Alla gente - parlo sempre della “maggioranza” - evidentemente piace questo stato di cose, loro in questo marciume ci si trovano bene, loro si scandalizzano perchè un politico va a trans e non battono ciglio quando un politico mischia il governo di un paese con la sua squallida vita sessuale, quando fa - impone? - leggi per salvare se stesso e i suoi “sodali” da impicci ben più gravi, a mio vedere, di qualche scappatella extraconiugale. E quando poi vedo che anche fra i “buoni” molti razzolano male - e noi ne abbiamo avuto qualche esempio…- vengo assalita dal dubbio che forse siamo noi a vedere le cose da una prospettiva sbagliata. In effetti, il mondo, agli “altri” appare molto meglio di quanto appaia a noi…
Magari non hanno altri modelli di riferimento: nè semantici, nè compartamentali. Magari è un dovere e un’opportunità, per chi ha strumenti, fornire loro altre prospettive attraverso cui guardare la realtà. Anziché arroccarsi su posizioni di presunta superiorità morale o semplicemente civica. Mi sento molto più giusta ed equa se parlo con chi è diverso da me, lontano, piuttosto che guradarlo sprezzante, con un’arietta snob e vagamente moralista. Marina.
Bella la morale di mamma eh?
Ma sta di fatto che sei tu col tuo atteggiamento da “educatore delle masse” che ti poni su un piano superiore al loro. Chi te lo dice che ciò che tu hai da dirgli/insegnargli è davvero giusto, è davvero il meglio per loro e per tutti noi? Se è questo ciò che vogliono, chi sei tu per dirgli che non va bene? Se vogliono vivere in questo modo amen, è questo ciò che penso…e penso che il mio atteggiamento sia molto più democratico e molto meno snob del tuo.
Baci =*
P.S. Il commento precedente è stato lasciato da Marina, non da Eles.
[...] Vi racconto una storia, già raccontata di barbara.giangrave Lunedì sera, alle 21:10 (sì, stranamente in prima serata) è andato in onda un film, uscito al cinema 5 anni fa, su una delle tre reti commerciali presenti in Italia (e mi è sembrato strano anche questo). Sto parlando di “V per Vendetta”, che dovrebbe essere già noto ai lettori di BSicilia per via di questo post: “I popoli non dovrebbero temere il proprio governo. I governi dovrebbero temere il popolo̶…. [...]