Cultura & Avvenimenti

L’ dei della Università di , in esito all’ampio dibattito sviluppato con la partecipazione del Rettore, dei Presidi di MM.FF.NN e di Medicina, di numerosi colleghi ordinari e associati, del segretario nazionale ANDU e di tutti i rappresentanti delle OOSS firmatari della locandina, esprime il convincimento che le soluzioni proposte dal DDL governativo “” sull’Università non siano in grado di consentire il rilancio dell’Università pubblica come Istituzione strategica per il progresso culturale, sociale ed economico del Paese.

Fatto aggravato dalla mancanza di adeguati investimenti a copertura degli interventi previsti dal DDL sulla qualità del Sistema; e dalla assenza di un progetto strategico sul ruolo, la funzione e la missione dell’Università.

L’ sottolinea le seguenti criticità:

1. l’Università pubblica non viene più indicata come “sede primaria della ricerca”

2. l’autonomia del Sistema universitario viene svuotata sia a livello locale sia a livello centrale, concentrando in poche mani (il Rettore e il Consiglio di Amministrazione) il potere di gestione degli Atenei e assoggettando il Ministero competente a quello dell’Economia. Agli Atenei, invece, deve essere assicurata una gestione democratica attraverso la partecipazione di tutte le componenti. In particolare, deve essere prevista l’elezione di un Senato Accademico a cui siano attribuiti poteri di programmazione, indirizzo e controllo;

3. i previsti meccanismi concorsuali potrebbero addirittura accentuare il localismo, senza eliminare i casi di nepotismo e senza premiare il merito;

4. l’istituzione della figura del ricercatore a tempo determinato, in aggiunta alla pletora di figure post-dottorato, aggrava il problema del precariato. Deve, invece, essere prevista un’unica figura pre-ruolo, dotata di autonomia e responsabilità diretta di progetti di ricerca;

5. la progressione economica dei professori e dei ricercatori viene completamente affidata alla discrezionalità dell’Esecutivo, di fatto del Ministro dell’Economia, tramite una delega i cui unici vincoli causerebbero penalizzazioni stipendiali anche a coloro che venissero valutati positivamente;

6. assenza di qualsiasi riferimento al destino degli attuali ricercatori di ruolo;

7. non viene prevista alcuna del dottorato di ricerca che è invece necessaria e urgente anche per la formazione alla docenza;

8. la nuova figura del “direttore generale” rischia di sovrapporsi a quella del rettore;

9. le indicazioni sul diritto allo studio risultano generiche e rinviano ad una delega totale all’Esecutivo, invece di ridefinire un welfare studentesco oggi palesemente inadeguato.
Inoltre l’ ritiene inaccettabile l’applicazione della norma che prevede il pensionamento ai ricercatori con 40 anni contributivi, sulla scorta, peraltro dell’affermazione del Rettore relativa alla completa assenza di disavanzo del nostro Ateneo.

Chiede all’Amministrazione dell’Università di di sospendere in via cautelativa la procedura di prepensionamento pervenendo all’annullamento del relativo provvedimento e auspica che il Rettore condivida quanto fin qui espresso e se ne faccia carico nelle opportune sedi istituzionali.

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