Circa un anno fa, ho iniziato a interessarmi all’Etna. Pur essendo catanese, mi sono reso conto che non conoscevo nulla del vulcano che domina la città e ho cominciato a “esplorarlo”.
Lo scenario che mi si è presentato davanti è quanto meno sconfortante. Il Parco dell’Etna praticamente non esiste (come dimostra questo articolo del Corriere del giugno scorso - http://www.corriere.it/cronache/08_giugno_03/parco_etna_degrado_39adc1b0-315f-11dd-a85a-00144f02aabc.shtml), i sentieri sono praticamente introvabili e mal segnalati. Più di una volta, mentre cercavo l’imbocco di un sentiero, ne ho trovato un altro. Nel momento in cui li percorro, spesso mi sono trovato davanti dei bivi senza alcuna segnalazione.
E mi è venuta voglia di fare un sito che possa dare tutte le indicazioni a chi vuole andare a spasso per l’Etna con le idee un po’ più chiare e senza farsi spennare (http://www.etnatracking.com). Sì, perché in realtà i tour guidati esistono, ma definirli “esosi” è un eufemismo.
Chi vuole provare ad andare in autonomia, magari utilizzando le informazioni presenti nel sito del parco, può trovarsi di fronte a una situazione come quella che si vede nella foto: una colata di 7 anni fa taglia in due il sentiero (Monte Nero degli Zappini), ma sul sito non c’è scritto niente! Quindi che si fa? Si torna indietro sconsolati, sperando che prima o poi qualcuno si interessi veramente al Parco dell’Etna.
Bruno Grasso













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