In gergo giornalistico, il pastone è quell’articolo che raccoglie le ultime notizie e ne fa un elenco che, per l’autore, è esaustivo della situazione politica, sociale o economica di un Paese.
Pur non volendomi accostare, neanche per sbaglio, a chi prima di me si è avventurato in un’impresa simile, ho deciso di provarci anch’io. Perchè sono tante le notizie che durante questa settimana, che sta per volgere al termine, hanno attirato la mia attenzione.
Tra queste: la candidatura che la Regione Siciliana ha voluto fare di Palermo come sede delle Olimpiadi nel 2020; la dichiarazione d’intenti di Silvio Berlusconi, secondo la quale “a dicembre, gennaio al massimo, inizieranno i lavori di realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina”; la frana che ha colpito la provincia di Catania e i danni registrati a Palermo allo scrosciare di una nuova pioggia abbondante; la consegna del famigerato papello di Totò Riina ai magistrati di Palermo.
Se vi state chiedendo cosa leghi queste notizie l’una all’altra, vi rispondo subito che non lo so neanch’io…ancora. Voglio tentare di arrivarci con voi.
Dunque, se partiamo dalla prima - la candidatura di Palermo come sede delle Olimpiadi nel 2020 - risate a parte, non ci resta che domandarci: “A che gioco stanno giocando i nostri politici?”. Troppo facile, infatti, legare l’immagine di una città ricoperta dall’immondizia e divorata dalla zanzare fuori stagione, ai cinque cerchi olimpici. Già: basta riempirli dei sacchi che non trovano altra collocazione, se non quella delle nostre strade, e il gioco è fatto.
Ma come la mettiamo con lo stato in cui versano le nostre strutture sportive? Se Maurizio Zamparini può acquistare il Velodromo, buttarlo giù e costruirci sopra il (suo) nuovo stadio, dove accoglieremo gli atleti? Al “Renzo Barbera” o direttamente sulle macerie fumanti del Velodromo (che non sappiamo ancora per quanto tempo rimarranno allo Zen)?
Beh, direi che poco importa. Almeno gli sportivi potranno passare sul Ponte di Messina per arrivare a Palermo. Chissà se, strada facendo, organizzeranno per loro un tour su altre macerie fumanti (anche se si tratterà del 2020, potrebbero essere ancora lì): quelle di Altolia, Giampilieri, Molino e Scaletta Zanclea.
Così facendo, inoltre, eviteranno la zona del Catanese e non vedranno le altre frane, quelle che si abbattono direttamente sulle tangenziali, all’altezza di Misterbianco. Speriamo solo che a Palermo non piova…o potrebbero morire annegati in viale Regione Siciliana!!!
Ma volete mettere tutto questo con la possibilità di ammirare, esposto nella teca di qualche museo, il papello? Il documento che ci ha resi famosi in tutto il mondo, più della nostra stessa Costituzione…perchè è lì che tutto si poggia…il Paese intero, intendo…altro che il Ponte!!!














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