Per il Milazzo era l’ultima speranza di rimanere in serie B. Per il Palermo il modo migliore per salutare i tifosi e probabilmente anche il velodromo, che dovrebbe lasciare il posto al nuovo stadio di calcio. L’Adv Holding Palermo Rugby batte il Milazzo 30-11 e sale a quota 73 punti in classifica, ipotecando di fatto il quarto posto.
Per l’allenatore Gioacchino La Torre, però, le difficoltà di mettere in campo un 15 titolare, a causa dei tanti assenti. La partita è bella e si incanala subito su un binario facile. Prima il calcio piazzato di Di Maura (2′ pt), poi la meta di Giglio, in campo nonostante l’infortunio al ginocchio (12′ pt).
Ma il Milazzo ha bisogno di punti. E accorcia le distanze con la meta di Pizzuto (17′ pt), ma la difesa del Palermo ha parecchie responsabilità. Poi una serie di calcio piazzati (2 di Pizzuto, un altro di Di Maura), prima della meta di Casagrande che fissa il risultato al termine dei primi quaranta minuti sul 18-11.
Nella ripresa la partita è molto nervosa. Il Milazzo tenta un recupero difficile. Ci pensa Teodorini, dopo 2 minuti, a mettere a segno la meta (che verrà trasformata) del 27-11. Poi per i neroarancio è solo accademia e i giocatori badano più a gestire la partita.
Si rivede in campo Fabio La Torre dopo sei mesi. C’è anche il tempo per un’altra meta. La segna il capitano, Tobia Busardò. Poi il triplice fischio: 30-11.
Gioacchino La Torre: «Stiamo arrivando alla fine di questo campionato davvero alla frutta – dice ironicamente – Per mettere su una squadra, ho dovuto schierare giocatori che non dovrebbero giocare. Questo, però, dimostra il loro attaccamento alla maglia e lo spirito di squadra che siamo riusciti a creare».
Fabio Rubino: «Ringrazio i ragazzi per il loro impegno anche nel momento più difficile della nostra stagione».

Ho giustamente gioito dopo la vittoria. Ho naturalmente sofferto durante la partita. La trepidazione continua a ogni scontro per alcuni ragazzi scesi in campo in condizioni fisiche precarie mi fa andare in fibrillazione atriale. Morgan Giglio, che si opera in settimana per la ricostruzione del legamento crociato anteriore, scende per sua consapevole volontà nell’arena dal primo minuto; Fabrizio Casagrande, imbottito di antidolorifico per una brutta distorsione alla caviglia, non lascia i suoi compagni da soli; Matteo Palma, con una fastidiosa e dolorante sub lussazione acromion-claveolare, dà prova del suo forte carattere e si schiera in prima linea già al fischio d’inizio; Gabriele Lo Bue, strappatosi nell’ultimo allenamento al bicipite femorale, non rinuncia a dare il suo apporto e si schiera all’ala. Questo è il quadro iniziale di una partita difficile da affrontare anche sul piano psicologico. Il Milazzo Rugby ha assoluta necessità di fare punti per non retrocedere nella serie inferiore e Palermo rappresenta l’ultima spiaggia. Sappiamo che, pur in condizioni di precarietà, la nostra squadra mantiene un impianto valido di gioco e lo ha dimostrato nelle ultime partite, soffrendo contro le prime della classe ma vendendo cara la pelle. Ma non avevamo fatto i conti con la volontà, la disperazione e quindi l’aggressività dei ragazzi di Messina. Il Milazzo Rugby lotta strenuamente su tutti i palloni e in alcuni frangenti, ben supportato da buone individualità, mette alla frusta i giocatori di casa. La giornata è estiva e un dolce torpore sembra pervadere gli spettatori e alcuni attori in campo. Solo quando,punzecchiati da segnature avversarie, ci lasciamo andare a folate di gioco per ribadire la nostra superiorità e per nutrire rispetto nei confronti di chi in tribuna ci osserva e ci sostiene. La fine dell’incontro ci vede vittoriosi per 30 a 11: nello spogliatoio ci contiamo, gli abili e arruolati per l’ultima gara di campionato a Roma sono sempre di meno, ma enorme è la soddisfazione per avere vissuto un’esaltante stagione.