La Circoscrizione Sicilia di Amnesty International - Sezione Italiana, organizza una conferenza stampa, presso la sede della Diamond Card sita in via Marchese di Villabianca 70 a Palermo, sabato 20 febbraio, alle 10:30, per presentare la quarta edizione della Lotteria Tutti per Uno, iniziativa di beneficenza a favore dell’organizzazione non governativa che dal 1961 è impegnata nella tutela dei diritti umani.
Saranno presenti la responsabile regionale dell’organizzazione, Vittoria Accardo, e alcuni rappresentanti degli sponsor che sostengono l’iniziativa.
La povertà è la peggiore situazione di crisi dei diritti umani. Oltre 963 milioni di persone, ogni sera, vanno a dormire affamate; un miliardo vive in insediamenti abitativi precari; ogni minuto una donna muore per complicazioni legate alla gravidanza; 1,3 miliardi di persone non hanno accesso all’assistenza sanitaria di base; 2,5 miliardi non hanno servizi igienici adeguati e per questo muoiono 20 mila bambini al giorno.
Le persone che vivono in povertà sono intrappolate in un circolo vizioso di esclusione, violenza, insicurezza e impossibilità di far sentire la loro voce. Si scontrano quotidianamente con minacce alla loro sicurezza e a quella delle loro famiglie, sono esposte alla violenza dei governi e a quella dei gruppi armati; non hanno accesso a nessuna protezione sociale in caso di malattia o di perdita dei loro mezzi di sussistenza.
Con questa campagna Amnesty International intende porre fine alla povertà globale, attraverso il riconoscimento e la protezione dei diritti delle persone che vivono in povertà. La campagna ha l’obiettivo di spostare l’equilibrio di potere verso i poveri e fornire loro gli spazi per raccontare le loro storie e impegnarsi nei processi che determinano il loro futuro.
Per proteggere i diritti delle persone che vivono negli insediamenti abitativi precari, er porre fine alle morti evitabili delle donne a seguito di complicanze di gravidanza e parto, per garantire che le imprese prestino la dovuta attenzione ai diritti di coloro che vivono in povertà, i leader del mondo devono passare dall’ammissione che esiste un problema all’azione per risolverlo, attraverso progetti specifici con obiettivi specifici che producano un cambiamento.
Il tutto, nella consapevolezza che le persone che vivono in povertà possono realizzare i propri diritti, se poste nelle giuste condizioni. Per ottenere un cambiamento profondo, occorre intervenire in tre aree che tradizionalmente hanno bloccato progressi e buone intenzioni.
Un futuro senza povertà è un futuro nel quale ci saranno:
Responsabilità
• gli attori nazionali e internazionali, comprese le istituzioni multilaterali e le aziende multinazionali,
ma anche gli stati e le singole persone, saranno chiamati a rispondere delle violazioni dei diritti
umani che hanno commesso e che provocano e acuiscono la povertà;
• nessuno stato potrà mettere a rischio i diritti delle persone che vivono sotto la sua giurisdizione,
attraverso la corruzione, l’indifferenza o la violazione di tali diritti;
• gli obblighi in materia di diritti umani saranno rispettati e attuati al di là dei confini nazionali;
• i diritti economici, sociali e culturali saranno fatti valere a livello nazionale, regionale e
internazionale;
Accesso ai diritti
• leggi, politiche e prassi discriminatorie che pregiudicano l’eguale accesso ai servizi e ai
risarcimenti saranno contrastate con successo e modificate;
• misure concrete verranno prese per superare i maggiori ostacoli che le persone che vivono in
povertà si trovano di fronte quando tentano di accedere alle risorse, ai servizi e alla giustizia;
• i processi nazionali e internazionali di sradicamento della povertà e di sviluppo, compresi gli
Obiettivi di sviluppo del millennio, saranno guidati da un’analisi dei problemi e da una ricerca delle
soluzioni basate sui diritti umani;
Partecipazione attiva
• a livello internazionale, i processi e gli attori più direttamente impegnati nello sradicamento della
povertà porranno in essere meccanismi di consultazione e partecipazione che consentiranno un
autentico coinvolgimento delle persone che vivono inpovertà;
• a livello nazionale, lo spazio per i difensori dei diritti umani e per gli attivisti sociali sarà protetto
dalle istituzioni, che sosterranno anche i diritti alla libertà di espressione, di associazione e di
protesta;
• le persone che vivono in povertà saranno messe nelle condizioni adeguate per rendere la loro
partecipazione realmente efficace.


















Il concetto di dignità umana come sorgente del principio di uguaglianza e dei diritti umani è esplicitamente richiamato in molte Costituzioni e Carte Internazionali: per esempio, nella Dichiarazione di Vienna del 1993 (adottata dalla Conferenza mondiale dell’Onu sui diritti umani svoltasi a Vienna nel giugno de 1993) si ribadisce che “tutti i diritti umani derivano dalla dignità e dall’innato valore della persona umana, che la persona umana è il soggetto centrale dei diritti umani e delle libertà fondamentali…”. Ma cosa s’intende per dignità umana e in che senso essa è a fondamento dell’uguaglianza e dei diritti umani? All’espressione “dignità umana” è associata l’intuizione di un valore sommo che la natura umana porta in sè come un intimo “mistero” di grandezza e di novità che segnala la trascendenza dell’uomo e lo sottrae a ogni arbitrio e prepotenza. A ben guardare, infatti, il principio di nn discriminazione e riconoscimento dei diritti umani da un lato, e concetto di dignità umana dall’altro, procedono di pari passo: nel corso della storia in nome della dignità umana, il principio di uguaglianza è stato esteso a persone che prima ne erano escluse (gli stranieri, gli schiavi, i neri, gli ebrei, le donne, ecc.) e nel contempo le stesse sono state riconosciute titolari di diritti, soggetti non più oggetti. Il rispetto assoluto e incondizionato della dignità umana coincide con la difesa e la promozione dei diritti dell’uomo. Ecco la forza sprigionata dal concetto di dignità personale e dai diritti che ne scaturiscono: l’essere umano è sempre un valore in sè e per sè, e cm tale esige di essere considerato e trattato, mai invece può essere trattato e considerato come un oggetto utilizzabile, uno strumento, una cosa. La dottrina dei diritti umani si basa precisamente sulla considerazione del fatto che l’uomo, in virtù della propria dignità personale che lo distingue dagli altri esseri viventi e dalle cose, non può essere sottomesso al dominio di nessuno. Ora, essendo la dignità personale tutta raccolta nella natura umana, ha la legittima pretesa di valere per tutti gli uomini e per ogni uomo e costituisce, il fondamento dell’uguaglianza fra tutti gli uomini. Il riconoscimento dell’uguale dignità personale e dei diritti umani fondamentali si offre come la base più solida di ogni autentico rapporto sociale, per garantire la partecipazione e la solidarietà degli uomini tra loro: il dialogo e la comunione si radicano su ciò che gli uomini “sono” o “fanno”. A partire dal comune riconoscimento di tale dignità e dei diritti fondamentali che ne derivano è possibile un dialogo davvero universale, per costruire insieme un futuro di pace, di giustizia, di libertà. Ed è proprio in nome della dignità umana presente con uguale forza e intensità che il rispetto e la promozione dei diritti fondamentali possono proporsi come etica universale, luogo d’incontro tra tutti gli uomini, base comune di dialogo e di rispetto.
[...] Accardo ha ricordato che l’edizione 2010 della lotteria verrà abbinata alla campagna (((IO PRETENDO DIGNITA’))). Con tale campagna, Amnesty International intende spostare l’attenzione e il focus della propria [...]
[...] Golf organizzata dal Villa Airoldi Golf Club per esprimere il sostegno del sodalizio sportivo alla campagna “Io pretendo dignità” di Amnesty International. L’iniziativa è promossa, infatti, dal Gruppo Italia 243 dell’organizzazione non governativa [...]