Non è possibile che per una pessima e disattenta politica regionale e nazionale sulla mobilità siano sempre i Siciliani a farne le spese. Non condivido la strategia di mediazione dell’assessore regionale ai trasporti, Luigi Gentile, e le prese di posizione del sindaco di Messina, Giuseppe Buzzanca, che a tutti i costi deve fare cassa sulla pelle dei Siciliani.
Alla luce di quanto ha dichiarato l’assessore regionale Gentile: ”Intendo mantenere costante il nostro impegno, affinché un provvedimento concordato e concertato tra tutte le parti in causa garantisca una soluzione alla questione legata all’introduzione dell’Ecopass di Messina in riferimento al transito dei mezzi pesanti (continua…). Più in generale - conclude l’assessore Gentile - il governo regionale assegna alla categoria dei trasporti in Sicilia un ordine prioritario nell’agenda degli interventi e delle politiche di sostegno, in quanto settore strategico e fondamentale a servizio di commercio, turismo e impresa”.
Ma i fatti non danno ragione alle dichiarazioni dell’assessore Gentile per i seguenti motivi:
1 - L’istituzione dell’Ecopass non danneggia solamente la categoria degli autotrasportatori siciliani, ma danneggia tutti i residenti in Sicilia, che si vedono costretti a versare al Comune di Messina l’ulteriore balzello di un euro e cinquanta per raggiungere il continente Italia.
2 – La mancata attuazione della continuità territoriale non è certamente colpa dei Siciliani, ma di tutta la classe politica regionale.
3 – La soluzione Ecopass più equa per la città di Messina, secondo me, doveva essere quella di far pagare tutti i non residenti nella Regione Sicilia, sgravando così i Siciliani da ulteriori tangenti e dalla penalizzazione di un servizio di trasporto pubblico sempre più inefficiente e inefficace, che ci vede sempre allontanare dal continente Italia.
In conclusione, desidero fare presente all’assessore Gentile che, oltre agli impegni presi nella consulta regionale dell’autotrasporto, è opportuno e doveroso iniziare a lavorare seriamente e immediatamente sulla “Continuità territoriale”, così come ha già fatto da molto tempo la Sardegna.
Sono sicuro, che lo strumento della Continuità territoriale darà alla Sicilia e ai Siciliani gli stessi diritti e gli stessi servizi che gli altri cittadini italiani hanno già da molto tempo.
Giosuè Malaponti (l’autore è coordinatore del Comitato Pendolari Siciliani)


















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