Ci avrei scommesso, ma avrei perso. Un settentrionale che tifi per il Catania? Mai! La domenica ne vedo tanti, in tutte le reti televisive del Nord. Quelli di domenica scorsa, in particolare, erano giornalisti di fede interista e milanista, che si lamentavano per due rigori non concessi alla squadra di Zenga.
Nei bar si discuteva a favore del Catania: erano quegli stessi tifosi, che tempo fa gridavano “Forza Etna”. A ribattere loro, però, c’erano i tifosi della Juventus: padovani, ennesi, nisseni.
Ciò a cui ho assistito mi è sembrato strano, perchè non avrei potuto mai immaginare che dei Siciliani potessero parlare contro una squadra loro conterranea e, a maggior ragione, i Siciliani che abitano nel Veneto, dove gli viene riservato (con arroganza e inconsapevolezza) un razzismo a dir poco insolente.
Erano i conterranei di Pirandello, di Sciascia, di Falcone, di Borsellino e mi fermo a Finocchiaro Aprile, perché l’elenco sarebbe lungo: quanto la Milano-Venezia. Erano quei miei compaesani per i quali a volte provo disagio nell’essere Siciliano e che avviliscono i miei sentimenti di uomo libero.
Libero di agire, di confrontarmi con tutti e di protestare, con i miei modesti mezzi, contro ogni forma di prevaricazione esercitata nei loro confronti.
Salvatore Fassari, catanese residente a Padova


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