Animali

La ha inviato due richieste di ritiro immediato delle disposizioni dei Sindaci dei Comuni di e (Messina), che con diverse ordinanze hanno deciso di fare strage di una colonia di suini insediatasi sui loro territori.

Incalzati da segnalazioni di alcuni allevatori che denunciano un generico “pericolo per l’incolumità pubblica”, da stime prive di ogni presupposto scientifico che dichiarano la presenza di “un migliaio di capi”, hanno dato mandato ai cacciatori della Valle dell’Halaesa di scaricare i loro fucili su un gruppo di che fino ad oggi non aveva creato alcun problema, e anzi si era autonomamente e perfettamente integrato con l’ambiente circostante.

Nelle richieste avanzate dalla è specificato che l’eventuale uccisione, anche di un solo animale, configurerebbe la violazione dell’art.544 del codice penale, le cui conseguenze ricadrebbero sia su chi ha ucciso l’animale sia su chi ne ha disposto l’uccisione.

“Quello che preoccupa, oltre alla vita dei suini, è l’emanazione di ordinanze in totale violazione della legge nazionale – commenta Massimo Vitturi, responsabile del settore caccia e fauna selvatica della come se in quella parte di territorio non si fosse in Sicilia, ma in pieno far-west dove la vita e le leggi non hanno alcun valore”.

La legge 157/92, infatti, detta regole ben precise per la gestione degli che vivono in libertà sul territorio nazionale, prima fra tutte quella che dispone che ogni intervento di contenimento deve essere preceduto da un’attenta ed approfondita analisi sugli eventuali rischi e pericoli connessi alla presenza degli . Valutazione che non può prescindere dalla esatta determinazione del numero di interessati. Regole che sono state del tutto ignorate dai Sindaci dei due Comuni. Come se non bastasse, non sono neppure state prese in considerazione misure di contenimento incruente, anche queste imposte dalla legge nazionale.

“Probabilmente i Sindaci, come spesso accade, hanno subito le forti pressioni della lobby dei cacciatori, sempre pronti a tutto pur di soddisfare la loro passione sanguinaria – conclude Vitturiora auspichiamo che, informati sulla gravità della loro posizione, ritirino subito le ordinanze incriminate, lasciando ai suini la possibilità di godersi la libertà, nel pieno rispetto della legge e della loro vita”.

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