Guardandoli di nascosto, ciascuno con un libro in mano, mi sono sempre chiesto cosa spinge la gente a entrare in libreria.
Un libro non si mangia. Quelle pagine non ci vestono.
Potremmo allora sentenziare che si tratta di un bene superfluo, sicuramente non necessario?
Niente di più sbagliato. Ogni libro ci offre una parte irripetibile di noi: nascosta, ignota fino a quel momento, preziosa come l’acqua e l’aria.
Come lo scalpello dello scultore estrae dal marmo forme sempre nuove, un libro ci rende sempre e comunque diversi, mostrandoci le mille anime della nostra infinita umanità.

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