Il consigliere di minoranza del gruppo “Partito Democratico per Sambuca”, Sario Arbisi, in qualità di rappresentante del circolo politico-giovanile-culturale “Felicia Bartolotta Impastato”, il 22 settembre 2008 ha proposto ufficialmente, al Consiglio Comunale di Sambuca, l’eventualità di riprendere le sedute comunali in audiovisione, tramite mozione.
Il giovane consigliere non ha ricevuto nessuna risposta dall’organo comunale. Il sindaco ha giustificato la decisione della sua giunta, affermando che suddetta proposta non poteva essere allora prevista nel bilancio comunale, rimandando a un secondo tempo questo suggerimento.
Il rappresentante del centro-sinistra ha nuovamente ripresentato la richiesta il 30 aprile 2009, iniziativa respinta ancora dall’amministrazione. Il 30 agosto 2009 è ancora una volta stata rigettata la mozione (numero di protocollo 8221) che richiedeva alla giunta e ai capiarea all’uopo di attivarsi per assicurare che le sedute consiliari fossero trasmesse puntualmente tramite ente radiotelevisivo.
Tale bocciatura è stata legittimata dal sindaco, durante la stessa riunione consiliare, come conseguenza delle non felici situazioni economiche dell’amministrazione del Comune belicino. A questo punto, il consigliere Arbisi ha fornito chiarimenti e garanzie all’amministrazione, spiegando che questa importante iniziativa non richiede alcun onere a carico del Comune, in quanto il circolo giovanile avrebbe messo a disposizione tutta l’attrezzatura per effettuare i lavori.
Ha continuato affermando che non esistono violazioni di privacy, poiché il pubblico non verrebbe mai ripreso, ed esplicitando che il garante per la privacy, in un parere dell’11 marzo 2002, ha evidenziato la liceità di riprese all’interno delle sedute dei Consigli Comunali.
Inoltre, nel regolamento dei lavori consiliari e nello statuto comunale, non vi è traccia del divieto di videoripresa. Ma non sono bastati i chiarimenti e le spiegazioni legali da parte del consigliere Arbisi, che ha trascritto con molta tenacia ancora una volta la suddetta mozione il 27 novembre 2009. L’amministrazione ha trovato nuovamente vani pretesti per non accettarla.
Eppure, nel bilancio comunale 2008 sono stati previsti fondi per la pubblicità dell’amministrazione, ma l’organo comunale sambucese ha deciso di non stanziare nemmeno una parte di questi per le videoriprese.
Non voglio pensare che ci sia qualcosa da nascondere: eppure tutte le tracce portano su questa strada.
Penso che sia lecito dare la possibilità di poter assistere ai cambiamenti politici del proprio paese a chi non ha la possibilità di seguire le sedute consiliari dall’aula, che sia assurdo respingere proposte sane e democratiche, che sia irrazionale ignorare idee intelligenti e innovative: non dovrebbe esiste nessuna maggioranza o minoranza quando c’è di mezzo lo sviluppo della società civile.
La politica di oggi dovrebbe far tesoro dei progetti che possano sviluppare il paese, indipendentemente dalla corrente politica che li porta avanti. Dovrebbero essere le idee a primeggiare sui personalismi, la meritocrazia sul clientelismo.
Ma chi ha il potere, purtroppo “compra” anche il consenso e, casualmente, si trasforma nel più capace e nel più indicato per un ruolo considerevole.
Sandro Randazzo

















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