Una classe politica siciliana di incapaci e irresponsabili - a Palermo come a Roma - continua a spingere in avanti la tragicommedia dell’emergenza rifiuti a Palermo e in Sicilia.
Il centro del loro mondo è sempre l’affare multimiliardario dei termovalorizzatori, dando la possibilità di poter favorire la speculazione delle grandi imprese milanesi loro amiche, pescando dalla “mangiatoia d’oro” dei contributi del Cip6, soldi scippati a ogni cittadino italiano con gli aumenti delle bollette Enel.
Vogliono rifare in Sicilia la stessa cosa che è già successa in Campania. Drammatizzare la “questione rifiuti” e trasformarne la gestione ordinaria, con l’emergenza, in un bancomat a cui possano accedere liberamente “le cricche” di ciascuna provincia, come è già successo a Palermo con l’Amia.
I politici che sostengono i termovalorizzatori se ne fregano della salute dei cittadini siciliani e dei loro bambini. Parlando di indispensabilità dei termovalorizzatori fanno finta di non sapere che, così procedendo, possono rendere felici solo le solite imprese truffaldine del Nord-Italia e le famiglie mafiose siciliane.
La cosa più importante per questa casta parassita della politica siciliana, è prepararsi per essere in condizioni di poter comprare i voti della povera gente alle prossime elezioni anticipate, che hanno già deciso di fare alla Regione e al Comune di Palermo.
Gli esponenti politici che continuano a sostenere l’idea dei termovalorizzatori se ne fregano di dover creare un efficiente e efficace sistema regionale di raccolta e smaltimento dei rifiuti. Se verrà decretata “l’emergenza rifiuti” in Sicilia, la munnizza rimarrà nelle strade, ma costerà ai Siciliani altri nuovi gravi aumenti di tasse e tariffe.
Per questo sabotano la raccolta differenziata. Per questo non curano la discarica di Bellolampo. Per questo chiedo alla ministra Prestigiacomo di dare per prima la dimostrazione dell’innocuità degli inceneritori, proposti con così forte e accorato afflato: ne faccia installare uno nel suo giardino, piccolo, tanto quanto basta a bruciare il residuo della sua immondizia, e mentre fumi innocui aleggiano intorno alla casa, i suoi bimbi giocano e corrono contenti.
Solo così potrà convincere i molti Siciliani, come me, che bruciare i rifiuti fa bene.
Donatella Costa (Rifiuti Zero Palermo).






Discussione
Nessun commento per “La tragicommedia dell’emergenza rifiuti a Palermo e in Sicilia”
Lascia un commento