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A un anno dall’attuazione delle politiche del governo in tema d’ con l’introduzione del reato di clandestinità, la strategia dei respingimenti e il clima di paura che si è instaurato nei confronti dell’, va avanti.

Un per filmakers che ha come tema principale il dramma dell’, per il quale il Comune di Lampedusa è conosciuto in tutta Italia come comunità capace di dare speranza, ma spesso anche alla ribalta delle cronache nazionali per le condizioni dei centri d’accoglienza e per il respingimento delle barche della disperazione, in violazione di quel diritto d’asilo che dovrebbe essere uno dei capisaldi della cultura giuridica europea e che la Costituzione italiana (art.10) tutela quale diritto fondamentale dell’individuo.

Tra il 19 e il 25 luglio 2010, oltre alla proiezione delle opere in , saranno organizzati altri eventi: dibattiti su ambiente, informazione e , proiezioni fuori , presentazioni di libri, mostre, concerti e dj set, uno spettacolo teatrale e una performance di danza.

Oltre al tema dell’, il Festival affronta anche il tema dell’informazione attuale e delle sue anomalie, il tema della natura e della tutela della biodiversità e il tema della memoria storica sui delitti di mafia.

Questi i titoli dei cinque incontri-dibattiti organizzati con interventi di giornalisti, scrittori e importanti addetti ai lavori: “I diritti umani in Eritrea”, “La situazione socio culturale di Lampedusa”, “Il ruolo delle piccole isole nella rete ecologica”, “L’informazione oggi” e e possibili politiche di accoglienza”.

A tutti i dibattiti seguiranno proiezioni di cortometraggi e documentari fuori relativi al tema: “Eritrea - Voices of Tortures” di Elsa Chyrum, “L’amico Isayas” di Fabrizio Gatti, “Ritorno a Lampedusa” di Dagmawi Yimer (sarà presente il regista), “Motopesca Brasilia”, “Da Trieste a Lampedusa” (1952) di Gianni Alberto Vitrotti, “Toreri del mare” (1955) di Romolo Marcellini, “Le balene” e “Migranti a Lampedusa” di Calogero Sparma, “Qui Milano Libera” di Piero Ricca.

Sono previsti tre incontri con l’autore: il 21 luglio Fabio Sanfilippo e Alice Scialoja presentano il loro libro “A Lampedusa”, il 23 luglio Gabriele del Grande, scrittore e giornalista di Fortress Europe, presenterà il suo libro “Il mare di mezzo” e il 24 luglio Chiara Sasso presenta “Trasite, Favorite - Grandi storie di piccoli paesi. Riace e gli altri”.

E ancora musica con due dj set di musica etnica e con il concerto di musica reggae di Zu Luciano, una performance di danza africana con Stefania Speroni, lo spettacolo teatrale su Peppino Impastato “Un segno del tempo chiamato memoria” con Maria Teresa De Santis e la sfilata di moda dello stilista lampedusano Pier.

Per il sono pervenute 79 opere da tutta Italia che hanno dovuto attenersi a temi attuali e importanti per partecipare alle sezioni ”Migranti incontro con l’ aperta a filmati sulle relazioni che sorgono con gli Altri che spesso vengono definiti diversi perché con un colore di pelle o perché fedeli di un’altra religione, ”Naturalistica: Biodiversità e Migrazioni naturali” riservata a cortometraggi che espongano come la natura ci può raccontare e “Informazione”, per filmati sulla situazione attuale dell’informazione, sul ruolo e l’etica del giornalista e sulle nuove forme di comunicazione.I lavori in saranno proiettati il 22, 23 e 24 luglio e la premiazione delle opere vincitrici si svolgerà il 25 luglio.

Una della novità di questa edizione consiste nella collaborazione con Libera Espressione, canale You Tube di informazione creato dai lampedusani per parlare di Lampedusa, che realizzerà servizi video durante il festival dando la possibilità a chi non può arrivare sull’isola di vedere alcuni eventi. In http://www.youtube.com/watch?v=DtrVS7EjNso Libera Espressione ha già pubblicato una video intervista a Giacomo Sferlazzo, uno degli organizzatori della manifestazione ed esponente della Associazione Askavusa.

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