Lucio Dalla cantava “L’anno che verrà”. Noi, nell’anno che verrà, ci siamo già da 19 giorni. Oggi, 19 gennaio 2009, nasce BSicilia…ma in Sicilia che cosa succede?
Ad Agrigento, Caltanissetta, Catania, Enna, Messina, Palermo, Ragusa, Siracusa, Trapani…che cosa succede? Nelle nove province siciliane e in tutti i Comuni che si trovano nei loro territori…che cosa succede?
Nessuna sfera di cristallo sarà mai in grado di dircelo. Nessun potere magico potrà mai svelarci cosa accade tra le classiche quattro mura domestiche o nelle stanze dei bottoni. Nessun sensitivo potrà mai sapere cosa avviene in ogni strada, piazza o vicolo cieco della Sicilia. Nessun veggente potrà mai prevedere quali eventi scandiranno questi 12 mesi.
Nessuno…oppure sì? Se è vero, infatti, che questa crisi economica globale poteva essere portata a conoscenza dei più prima ancora che si verificasse, perché non credere che sia possibile presagire qualche altro disastro o – perché no? – qualche bella notizia che ancora ci attende?
In America le persone che leggono il meteo in televisione sono delle vere e proprie star, seguitissime dalla gente che si aspetta di avere totalmente sotto controllo il tempo e le sue manifestazioni. In Italia non è esattamente così. In Sicilia non lo è per niente.
Nella nostra isola, infatti, viviamo accompagnati da un fatalismo cronico che ci fa accettare passivamente il corso degli eventi. In filosofia, il fatalismo è quella concezione secondo la quale le vicende del mondo sono governate da un destino prestabilito, già determinato.
In pratica, nulla di quello che succede dipende da noi. Ma, se non dipende da noi, da chi dipende allora? “L’anno che verrà” è già stato bollato come l’annus horribilis dell’umanità ed è facile pensare che, partendo da questo presupposto, i siciliani si diano già per vinti.
Eppure, c’è una cosa che ho imparato dai (e sui) siciliani: anche di fronte alle peggiori avversità, sanno sempre re-inventarsi l’esistenza. Sarà forse per le molteplici dominazioni che ha subito, ma questa terra ha la capacità, straordinaria, di risorgere ogni volta dalle proprie ceneri come l’Araba Fenice di mitologica memoria.
E, allora, secondo voi, come sarà in Sicilia “L’anno che verrà”?

Io credo che sarà un anno molto simile a quello del resto d’Italia. Condivido quello che hai scritto, ma penso anche che questo modo (sbagliato) di vivere dei siciliani non appartenga solo a loro, ma all’italiano medio in generale. Già, perchè “Piove, governo ladro” è un detto tipicamente nostrano. E per nostrano intendo di tutto il “Belpaese”. I Siciliani sapranno anche risorgere dalle proprie ceneri, ma dovrebbero evitare di finirci (in cenere) una volta tanto. Un grande magistrato diceva “Ognuno per quel che sa, ognuno per quel che può”. E siccome oggi è il suo (69esimo) compleanno mancato, vorrei approfittare di BSicilia per fargli gli auguri. Buon compleanno Paolo (Borsellino). Vorrei che l’anno che verrà (in Sicilia, ma non solo) fosse realmente vissuto all’insegna di quella legalità (a 360 gradi) per cui tu e tanti altri (più o meno conosciuti) avete perso la vita.